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César Franck

(1822 - 1890)

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[César Franck Image]

La vita di César Franck


Pianista-prodigio, dopo i primi studi al Conservatorio di Liegi nel '35 si trasferì a Parigi come allievo di Zimmermann e Reicha.

Iscritto anche alla scuola d'organo, nel '42 abbandonò il Conservatorio di Parigi per dedicarsi al concertismo, all'insegnamento e alla composizione.

Nominato nel '58 maestro di cappella e organista titolare in Sainte-Clotilde, successivamente partecipò alla fondazione della "Société Nationale de Musique" (1871) e ottenne l'insegnamento di organo al Conservatorio (1872), trovando però contrastato il riconoscimento del proprio genio compositivo.

Suoi allievi furono Duparc, d'Indy, Vierne, Chausson, Lekeu ed altri.
 

MIDI FILE - "Panis angelicus" (3'48'')


Compose lavori sacri e per il teatro, lavori sinfonici, organistici, pianistici, corali, vocali da camera.

Il catalogo di musica strumentale da camera comprende un Quartetto per archi, un Quintetto per pianoforte e archi, una Sonata per violino e pianoforte, 4 Trii concertanti con pianoforte, altri pezzi minori.
 

- MIDI FILE - Chorale No.1 for organ (10'59'')

- MIDI FILE - Chorale No.2 for organ (12'32'')

- MIDI FILE - Symphony in D: - 1th Mov.     (16'52'')
- 2th Mov.     (9'23'')
- 3th Mov.     (9'32'')

La musica da camera di César Franck


Sonata in la maggiore per violino e pianoforte

"In Franck vi è una costante devozione alla musica, da prendere o lasciare; nessuna forza al mondo poteva ordinargli di interrompere un periodo che egli credeva giusto e necessario; per quanto lungo, bisogna passare di là.
Questo è davvero il segno di una disinteressata fantasticheria, che si vieta qualsiasi singhiozzo di cui non abbia prima saggiato la sincerità."

Così scrisse Debussy in una breve nota pubblicata dopo la morte del maestro di Liegi.
Votato ad un'espressione romanticamente vibrante, dove anche gli ombreggiamenti mistici si caricano di intrigante sensualità, Franck visse in un momento cruciale della storia musicale francese, poco sensibile alle lingue rinnovatrici.

Una belle époque, dunque, che negli anni del secondo '800 fu comunque intaccata dalle voci più accreditate dell'anticonservatorismo, attraverso cui passò buona parte dell'arte tedesca d'avanguardia.
Lo stesso Franck ne fu esponente, inserendosi tra i fondatori della "Société Nationale" a fianco di Saint-Saens.
Ne derivò un coraggioso confronto di tendenze.

Ma soltanto in vecchiaia Franck ottenne un riconoscimento personale.
Tra le sue ultime opere, di cui il repertorio corrente delle sale da concerto è sufficientemente prodigo, si colloca anche la Sonata in la maggiore per violino e pianoforte.
Scritta nell'86, fu dedicata al grande virtuoso e compositore Eugène Ysaye, che la presentò nel dicembre di quell'anno a Bruxelles dando il via alla storia molto fortunata di questo pezzo da camera, straeseguito e conosciutissimo.

Un destino ben meritato per questo lavoro che oltre a un'accorta struttura ciclica che conferisce una magistrale unità alle idee, e all'equilibrata distribuzione di volumi (4 movimenti non troppo estesi), esibisce una scrittura sapiente, di presa immediata.
Al pianoforte è destinato un ruolo impegnativo con punte virtuosistiche.
La parte del violino è appassionata e voluttuosa.

I 4 movimenti sono: "Allegretto moderato", "Allegro", "Recitativo fantasia", "Allegretto poco mosso".
La Sonata, va aggiunto, è spesso eseguita anche in una versione violoncellistica curata da Jules Delsarte.
Anche i flautisti se ne sono appropriati con soddisfazione.

(durata 28 minuti)


Trio concertante in fa diesis minore op. 1 n. 1 per violino, violoncello, pianoforte

I 3 Trii concertanti op. 1, dedicati nel 1841 al re del Belgio Leopoldo I e pubblicati dall'editore Schuberth di Lipsia nel '43, risalgono al periodo di studio al Conservatorio di Parigi.
La prima esecuzione del Trio in fa diesis minore risale infatti al febbraio del 1840.

Pressoché scomparse dal repertorio, queste partiture, conosciute ed apprezzate da Liszt, nacquero in un momento della storia francese ancora poco favorevole allo sviluppo della musica cameristica.
Tuttavia l'op. 1 di Franck non va ricordata soltanto come sintomo di risveglio strumentale in Francia, ma anche per il suo valore intrinseco.

In particolare nel Trio in fa diesis minore è presente già chiaramente quel concetto di ciclicità che avrebbe caratterizzato la produzione matura di Franck, dove la ricerca di coerenza assiste una lirica e appassionata ispirazione.
Il primo tempo del Trio, "Andante con moto", contiene già tutti gli elementi che, opportunamente variati, sorreggono la struttura completa.

La sequenza regolare e inquietante di suoni staccati, brevi, affidati al pianoforte, non soltanto è ampiamente sfruttata nel corso dell'Andante, ma viene citata assai chiaramente anche nei 2 tempi seguenti.

Altri temi di spicco nel movimento d'apertura sono affidati, nell'ordine, al violoncello, al violino e ancora al pianoforte, ma vengono elaborati diversamente.
Dall'ultimo di questi deriva il tema dello scattante "Allegro molto centrale", mentre i precedenti sono in diretto riferimento ai due temi che compaiono nel "Finale: Allegro maestoso".

Si tratta di una composizione densamente articolata, elaborata con estrema attenzione, e avvincente per la straordinaria, focosa energia da cui è alimentata, sullo sfondo di una sottile atmosfera patetica.
All'organico è richiesto un notevole virtuosismo.

(durata 32 minuti)

Quartetto in re maggiore per archi

Questo lavoro, datato 1889, conclude mirabilmente il catalogo cameristico franckiano.
Si tratta di una partitura per così dire riassuntiva, lunga, complessa e finemente elaborata in ogni sua parte.
Ciò rende l'insieme straordinariamente compatto, portando a un livello artistico estremo l'applicazione della forma ciclica.
Tutto il materiale è sottoposto a una logica deduttiva efficacissima.

La condotta armonica inquieta, cangiante, si riconferma una delle caratteristiche principali di Franck ed esalta la modernità del suo pensiero di taglio europeo - assai più che francese.
Il romanticismo appassionato e un poco sensuale di altri lavori precedenti - pensiamo in particolare alla Sonata per violino e pianoforte e al Quintetto - cede il passo a un'espressività più astratta, ma nondimeno incisiva ed intensa.

Il Quartetto ha quindi un'importanza indiscutibile, anche se la sua popolarità è contenuta e la sua presenza in repertorio non è ancora definita.
Da notare che Franck si dedicò a questo fondamentale lavoro in età alquanto tarda, ben oltre i 70 anni.

Il pregio del Quartetto non consiste solo nella maestria del progetto compositivo o nell'avanzata concezione armonica - nella quale si scorgono spinte talora fortissime di disgregazione tonale - ma soprattutto nella spiritualità del sentimento ispiratore, direttamente originato dalla religiosità di cui Franck fu spessissimo interprete.

Si tratta, insomma, di un'opera fondamentale nel panorama francese dell'ultimo '800.
Sono 4 i movimenti, d'ampiezza e struttura diversa: l'avvio è un "Poco lento" di proporzioni ragguardevoli, che sfocia in un "Allegro" dove si alternano le rispettive deduzioni formali, tanto da far riapparire in chiusura l'esposizione.

A questa sezione, la più estesa, seguono un brevissimo "Scherzo: Vivace", di vitalità alla Mendelssohn, visionario nei suoi guizzi nervosi, poi un "Larghetto", pervaso da un lirismo ardente ("Ho voluto una frase lunga, d'un sol pezzo, senza ripresa, senza ritorni su se stessa", ebbe a dire l'autore).
Il Finale è un "Allegro" molto riepilogativo, dove vengono elaborati con irrequieta, progressiva intensificazione, materiali esposti precedentemente.

(durata 50 minuti)

Quintetto in fa minore per pianoforte e archi

Sull'onda della grande tradizione romantica tedesca, tra il 1878 e il 1879 Franck scrisse questo lavoro che va giudicato come uno dei suoi più caratteristici e riusciti, ben rappresentativo della storia della musica franco-belga del secondo '800.

E' una partitura dominata da una forte tinta drammatica e da una tensione appassionata, sempre concretamente assistita da un'intelligenza costruttiva e coerente, che si serve di un ingegnoso impiego ciclico dei temi e di una costante ricerca armonica, che porta la concatenazione delle invenzioni a seguire vie tormentate e ad aprire liberi accostamenti che attingono alla fonte inesauribile del cromatismo, mentre i motivi e gli incisi sono sottoposti a trasformazioni e reimpieghi straordinariamente creativi.

Si configura dunque una partitura viva, pulsante ma anche serrata nel suo svolgimento denso ed elaborato.

Dedicato a Saint-Saens - con il quale, nel '71, Franck aveva collaborato per la fondazione della "Société Nationale de Musique" - questo Quintetto, dato in prima esecuzione nel gennaio del 1880 per la medesima Société di Parigi eseguito da Saint-Saéns stesso insieme al Quartetto Marsick, si compone di 3 movimenti: un "Allegro", preceduto da una introduzione in tempo "Molto moderato quasi lento", quindi un elegiaco "Lento, con molto sentimento", infine un fremente "Allegro non troppo, ma con fuoco".

(durata 38 minuti)

 

Il catalogo di César Franck



Catalogue of C. Franck 's Works