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Guillaume Lekeu

(1870 - 1894)

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La vita di Guillaume Lekeu


Questo compositore, morto giovanissimo, iniziò seriamente lo studio della musica solo nell'89, quando ebbe la possibilità di approfondire la sua preparazione con gli insegnamenti di Franck e poi di Vincent d'Indy.

Nel '91 ottenne un secondo premio al "Grand Prix de Rome" belga.
Ma dopo aver lasciato qualche opera interessantissima fu assalito da una febbre tifoide che lo portò alla tomba.

Compose lavori per coro e orchestra, pagine per orchestra, per pianoforte, per canto.

Il catalogo di musica da camera annovera una Sonata per violoncello e pianoforte e un Quartetto con pianoforte (ultimati da d'Indy), un Trio per archi, 2 Trii con pianoforte, una Sonata per violino e pianoforte, una Méditation e un Adagio per quartetto d'archi, un Epithalame per quintetto d'archi, 3 tromboni e organo.

La musica da camera di Guillaume Lekeu


Sonata in sol maggiore per violino e pianoforte

Della limitata produzione da camera di Lekeu, comunque generosa in relazione ai pochi anni di attività del compositore belga scomparso così prematuramente , la Sonata per violino e pianoforte - composta nel 1892 su commissione di Eugène Ysaye ma pubblicata solo nel 1907 - è forse l'unico brano che abbia conservato una certa popolarità.

La Sonata risente chiaramente dello stile di César Franck, per lo sfruttamento ciclico dei temi e per l'inquieta sensibilità armonica.
La personalità di Lekeu, però, tende a caratterizzarsi come "francese" per la costante aspirazione alla chiarezza, alla trasparenza della scrittura.

Anche gli slanci più appassionati emergono con grande eleganza e freschezza, anche se a volte presentano dei tratti esteriori e sentimentali.
L'articolazione dei 3 movimenti sottolinea l'omogeneità dei motivi e la solidità della struttura.

Nel primo v'è una sezione introduttiva "Très modéré" che sfocia in un "Vif et passionné" ("Molto moderato" - "Vivo e appassionato").
Seguono un poetico "Très lent" ("Molto lento"), di fascinosa tinta raveliana, e infine la pagina conclusiva, "Très animé" ("Molto animato"), che centralmente inserisce un breve ritorno del "Très modéré".

(durata 36 minuti)


Trio in do minore per violino, violoncello, pianoforte

D'una ampiezza inusitata per un'opera da camera, il Trio con pianoforte di Lekeu, partitura pressoché abbandonata e sconosciuta, sconta probabilmente la tendenza meditativa che ne influenza fortemente la struttura.
Il ventenne Lekeu obbedisce qui a un'imperiosa esigenza di isolamento spirituale, che lo porta a un'interiorità alla quale condiziona ogni elemento costruttivo.

Lavoro denso, in cui la chiarezza formale è sacrificata ad un'ispirazione che a volte cede a fremiti di pura emozione, a volte si organizza in severe scritture contrappuntistiche, tra perorazioni drammatiche e pagine pensierose, il Trio in do minore ha un andamento quasi poematico, suggestivo e originale.

Composto nel 1890 e pubblicato nel 1908, consta di 4 movimenti: "Lent", che muta in "Allegro", poi "Très lent" ("Molto lento"; amplissimo, dura quasi 20 minuti), quindi "Très animé" ("Molto animato") e ancora "Lent", che si ricongiunge tematicamente con il tempo iniziale.

(durata 57 minuti)