User Login



Share

Share on facebook

1

Guillaume Tell (Italian) LIBRETTO - PDF Send
AutorIcon Autor Rossini, Gioacchino
TitleIcon Title Guillaume Tell (Italian) Acts I - II
Libretto'sIcon Libretto's

GUGLIELMO TELL


Melodramma tragico in quattro atti, Libretto di Étienne de Jouy et Hippolyte-Louis-Florent Bis, tradotto dal francese da Calisto Bassi, musica di Gioacchino Rossini

Prima Assoluta il 3.8.1829 Théâtre de l'Académie Royale de Musique, Parigi



GUGLIELMO TELL, (basso)
ARNOLDO, amante di Matilde (tenore)
GUALTIERO FÜRST (basso)
MELCHTHAL, padre di Arnoldo (basso)
JEMMY, figlio di Guglielmo (soprano)
EDWIGE, moglie di Guglielmo (mezzosoprano)
UN PESCATORE (tenore)
LEUTOLDO (basso)
GESSLER, governatore (basso)
MATILDE, principessa di Hasbourg (soprano)
RODOLFO, seguace di Gessler (tenore)
Ufficiali e soldati di Gessler
Paggi
Damigelle di Matilde
Pastori d'ambo i sessi
Danzatori
Cacciatori
Pescatori
Svizzeri dei cantoni di Uri, Unterwalden e Schwitz


La scena è nella Svizzera, e precisamente in Altdorf, Cantone d'Uri, e sue vicinanze.





Atto I


Una specie di villaggio in mezzo alla montagna.
A destra dell'attore un torrente che va a perdersi
sulla sinistra in mezzo alle rocce.
In lontano le alte montagne della Svizzera.
Sopra una roccia, a sinistra dell'attore, la casa di Guglielmo:
sul davanti altre capanne.


Scena I

Coro di svizzeri d'ambo i sessi. Un pescatore nella sua barca sul torrente.
Guglielmo pensoso, appoggiato alla sua vanga;
Edwige e Jemmy intenti a vari lavori rustici.


CORO
È il ciel sereno,
Seren il giorno,
Tutto d'intorno
Parla d'amor.
L'eco giuliva
Di questa riva
Ripeta il giubilo
De' nostri cor.
Coll'opre ognun
Poi presti omaggio
Del mondo ognor
Al Creator.

PESCATORE
(nella sua barca)
Il piccol legno ascendi,
O timida donzella,
Deh, vieni, e pago rendi
Il tenero mio cor.
Io lascio il lido, o Lisa;
Non sii da me divisa;
Il ciel sereno è pegno
A noi d'un grato dì.

GUGLIELMO
(a mezza voce)
Dolce è per lui la cura
Del foco ond'arde in seno,
Ne prova il rio veleno
Che mi divora il cor.
Perché vivere ancora,
Or che non v'è più patria?
Ei canta, e Elvezia intanto,
Ahi, quanto piangerà!

PESCATORE
Gentil come la rosa
D'un bel mattin nascente,
Potrai d'un ciel fremente
Placar, ben mio, l'orror.
Ed al tuo fianco assiso
Novella vita io spero;
Proteggerà il mistero
Le gioie dell'amor.

EDWIGE e JEMMY
Felice nell'orgoglio
D'un tenero abbandono,
Delle tempeste il suono
Non desta in lui timor.
Ma se al temuto scoglio
Lo tragge avversa sorte,
L'inno unirà di morte
A' canti dell'amor.

Odonsi a poca distanza suoni e grida di gioia.


TUTTI
Oh! quale alta d'intorno
Dolce armonia risuona!
Di festa il lieto giorno
Ne viene ad annunziar.
Del sol siccome il raggio
Risplende a' fior sereno,
La gioia di ogni seno
Rivive e sente amor.

Scena II

Melchthal dalla collina, seguito da altri svizzeri.
Arnoldo e detti gli vanno incontro, e lo festeggiano.


CORO
Salute, onore, omaggio
Al saggio tra i pastor.

EDWIGE
Il rito si rinnovi
Di tempi men funesti,
E premio alfin ritrovi
La fedeltà, l'amor.

ARNOLDO
(a parte)
L'amore... oh Dio!.. l'amore!..
Oh, qual pensier!.. io gelo!

EDWIGE
(a Melchthal, pregandolo
a voler celebrare le nozze dei pastori)

Per te fien lieti.

MELCHTHAL
Per me?

EDWIGE
(come sopra)
Ognuno il fia per te.

GUGLIELMO
(come sopra)
Della virtù degli anni
Il privilegio è questo;
Cedi, e giammai funesto
Il ciel per noi sarà.

MELCHTHAL
(cedendo alle istanze che gli vengono fatte)
Pastori, intorno - Ergete il canto,
Di questo giorno - S'innalzi il vanto.
Sì, sì, esultate, - Sì, celebrate
Le pure gioie - D'imene e amor.

TUTTI
Or sì, esultiam, - Sì, celebriam
Le pure gioie - D'imene e amor.
Al fremer del torrente
S'alzi di gioia il grido,
E l'eco dolcemente
Da questo ameno lido
Ai monti, al bosco, al piano
Il suon ripeterà.

Il coro parte.

Scena III

Guglielmo, Melchthal, Arnoldo, Edwige, Jemmy.

GUGLIELMO
Contro l'ardor del giorno
Il solingo mio tetto
V'offra sicuro ed ospital ricetto.
Ivi, nel sen di pace,
Vissero gli avi miei;
Ivi fuggo i potenti,
E a' sguardi loro ascondo,
Che, padre essendo, io son felice al mondo.

(abbracciando il figlio)

MELCHTHAL
Egli è padre e felice...
L'udisti, figlio mio?
Questo è il maggior de' beni. E vorrai sempre
Della mia lunga età schernire i voti?
La festa de' pastori
Con un triplice nodo
Consacra in questo giorno di contento
I giuri dell'imen... ma il tuo non sento.

Partono tutti, fuorché Arnoldo.

Scena IV

Arnoldo solo.

ARNOLDO
Il mio giuro, egli disse!
Il mio giuro?.. Giammai. Perché a me stesso
Celar non posso in qual fatale oggetto
Son rapiti i miei sensi?
O tu la di cui fronte al serto aspira,
O mia Matilde, io t'amo,
T'adoro e l'onor mio
Per te, il dover, la patria, il padre oblio!
Contro la micidial valanga io fui
Di scudo a' giorni tuoi;
Figlia di regi, io ti salvai da morte,
Te che al trono destina empia mia sorte.
Ebbro di vana speme
Il cor, che per te langue,
Tutto per gli empi prodigò il suo sangue.
Aver comun con essi
La gloria delle pugne,
Ecco la mia vergogna. I pianti miei
L'han però cancellata...
Ma me la rende una passione ingrata.
(Odesi un lontano suono di caccia.)
Ma qual suon!.. Del superbo i rei seguaci
Scendon dal monte... Oh Dio!..
Ivi è Gessler, e seco è l'idol mio!..
Veder e udir io voglio
Colei che m'innamora...
Reo sarò forse, ma felice ancora.

(fa per allontanarsi, quando incontrasi in
Guglielmo ch'esce dalla sua capanna)


Scena V

Guglielmo e detto.

GUGLIELMO
Arresta... Quali sguardi!..
Tu tremi innanzi a me,
Né mi vuoi dire ond'ardi?
Tremar, tremar perché?..

ARNOLDO
(Potrò mentirgli il vero!)
Domi da un fato austero,
Qual cor non fremerà?

GUGLIELMO
Arnoldo, il ver tu celi;
Ma forza è che tu sveli
Il tutto all'amistà.

ARNOLDO
Esser potrei più misero?

GUGLIELMO
Misero! Quai misteri!
Parlami il ver.

ARNOLDO
Che speri?

GUGLIELMO
Di rendere al tuo core
L'onore e la virtù.

ARNOLDO
(Ah! Matilde, io t'amo, è vero;
Ma fuggirti alfin degg'io.
Alla patria, al dover mio
Io consacro un puro amor.)

GUGLIELMO
(Nel suo volto io leggo appien
Qual dolore ha chiuso in sen;
S'egli infido a noi si rese,
Il rimorso alfin intese
E emendar col pentimento
Può l'antico disonor!)
Via, si tronchi ogni dimora:
Sol vendetta anela il cor.

ARNOLDO
Morirò, se vuoi ch'io mora.

GUGLIELMO
Pria sia spento l'oppressor.

ARNOLDO
Contro l'empio qual consigli
Forte appoggio?

GUGLIELMO
Nei perigli
Non ve n'ha che un sol per noi:
Mille al reo ne restan poi.

ARNOLDO
Pensa a' beni che tu perdi.

GUGLIELMO
Non li curo.

ARNOLDO
Qual mai gloria
Dai perigli puoi sperar?

GUGLIELMO
Io non so se avrommi gloria,
Ma la sorte io vo' tentar.
Vieni, andiam: fia l'empio estinto.

ARNOLDO
Tu dunque speri?..

GUGLIELMO
Cangiar mia sorte.
Vieni a cercar con me vittoria o morte.

ARNOLDO
E vincer credi?

GUGLIELMO
Coll'ardir.

ARNOLDO
Ma se infelici...

GUGLIELMO
Non temer.

ARNOLDO
Qual ne resta asil, se vinti...

GUGLIELMO
V'è la tomba. Vieni, andiam.

ARNOLDO
E il vendicatore?

GUGLIELMO
Il ciel!

ARNOLDO
Teco sarò, Guglielmo,
Allor che della pugna
L'ora sarà.

Si ode un suono di caccia.

GUGLIELMO
(lo trattiene)
T'arresta.

ARNOLDO
(Contrattempo fatal!)

GUGLIELMO
Melchthal, Melchthal!..
(Si sente di nuovo il suono di caccia.)
Che sento! Egli è Gessler... Mentr'ei ne sfida,
Vorrai tu, da schiavo codardo,
La grazia ambir d'un disdegnoso sguardo?

ARNOLDO
Qual dubbio!.. oh ciel! qual dubbio!
Mortal è quest'oltraggio;
Io vo' sul suo passaggio
Sfidare il traditor.

GUGLIELMO
Non azzardar l'impresa,
Pensa a salvare il padre,
Dalle nemiche squadre
La patria a liberar.

ARNOLDO
(La patria!.. il padre!.. oh amore!
Che far?)

GUGLIELMO
Resisti?.. (Ei freme...
Il vero mi celò.)
Odi il canto sacrato ad Imene;
Non rammenti il pastor le sue pene,
Non s'unisca il piacere al dolor.
Tu seconda il furor di che m'ardo:
Odio e morte a quel vil traditor.

ARNOLDO
(Ciel, tu sai se Matilde m'è cara,
Ma il mio core s'arrende a virtù.)
Odio e morte a quel vil traditor.

Odonsi avvicinare festivi suoni campestri.

Scena VI

Jemmy, Edwige, il Pescatore, Melchthal, coro di svizzeri,
tre fidanzate ed i loro sposi, e detti.


EDWIGE
Il sol che intorno splende
Sembra arrestarsi a mezzo del suo corso
Per avvivar così leggiadra festa.
Venerabil Melchthal,
Voi saggio in fra i pastori.
Voi benedite ai loro casti ardori.

Le tre coppie si avanzano e s'inginocchiano ai piedi di Melchthal,
che si è seduto sovra un banco di verdura allestito dai contadini.


ARNOLDO
(Oh smania!)

MELCHTHAL
(agli sposi)
Allor che il cielo
La vostra fede accoglie,
Benedirvi degg'io,

GUGLIELMO
Chi la vecchiezza onora,
Lo stesso nume in sulla terra adora.

JEMMY, EDWIGE, ARNOLDO, PESCATORE e CORO
Ciel, che del mondo,
Sei l'ornamento,
Splendi secondo
Al lor contento.
Puro è l'affetto
Nel loro petto
Come la luce
D'un dì seren.

ARNOLDO
(Il lor contento
M'è al cor velen.
Oh mio tormento!
Fatale amor!)

MELCHTHAL
(agli sposi)
Delle antiche virtudi
L'esempio rinnovate.
O figli miei, pensate
Che il suol ove nasceste al vostro imen
Domanda degli appoggi, de' custodi.
E voi, gentili, a lor fide compagne,
Chiusa è nel vostro petto
La lor posteritade. I figli vostri
Degli avi lor fian degni;
Da voi la patria attende i suoi sostegni.

Odesi di nuovo il suono di caccia.


GUGLIELMO
(Gessler di nuovo!)

ARNOLDO
(partendo inosservato)
Andiamo.

Scena VII

Detti, meno Arnoldo.

GUGLIELMO
(agitato)
(Gessler proscrive i voti!)
Udite l'empio! ei grida
Che non abbiam più patria,
Che per sempre la fonte è disseccata
Del sangue de' gagliardi
E pur troppo noi siam vili codardi!
Un popol senza forza
Non produce più eroi
E ai figli son serbate
Le catene che voi pur trascinate,
Donne, dal talamo scacciate i vostri
Sposi: ai tiranni non mancano schiavi.

EDWIGE
(a Guglielmo)
Quai t'agitan trasporti?
Perché liberamente sien palesi
Il dì sorgea?

GUGLIELMO
Lo spero...
Ma più Arnoldo non vedo.

JEMMY
Ei ne lascia.

GUGLIELMO
Ei mi fugge.
Pur cela indarno il turbamento suo.
Volo ad interrogarlo,
(ad Edwige)
E tu ravviva i giuochi.

EDWIGE
M'agghiacci di spavento,
E mi parli di festa?

GUGLIELMO
Cela il fragore ai rei della tempesta.
Può soffocarla della gioia il canto.
Fia che l'odano i crudi
Quando le prische avrem nostre virtudi.

(parte)

Scena VIII

Detti, meno Guglielmo.

TUTTI
Cinto il crine
Di bei fiori,
Tra gli amori
Scendi, Imen.
Teco alfine
Pace scenda
E ne renda
Lieti appien:
Per te solo
Tace il duolo,
Per te lieto
Vive il cor.
Muta resta
La tempesta
Nelle gioie
Dell'amor.
Qualche calma
Spera l'alma
Nell'ebbrezza
Del piacer.

Mentre cantasi il coro, si eseguiscono danze e diversi giuochi,
fra i quali quello di tirare colla balestra in un bersaglio,
che finalmente viene colto da Jemmy,
al quale è rivolto il seguente:


CORO
Gloria e onore al giovinetto,
Ch'ebbe il premio del valor.

JEMMY
(correndo alla madre)
Madre mia!

EDWIGE
(abbracciandolo)
Qual sommo bene!

CORO
Di destrezza il premio ottiene;
Di suo padre ha in petto il cor.
(festeggiando Jemmy)
Si cinge il pro' guerriero
Di ben temprato acciaio,
E indossa un rozzo saio
Il semplice pastor.
Ma dove onore il chiama
Perir da forte ei brama,
E il dardo suo penetra
Le ascose vie del cor.

JEMMY
Ecco colà, tremante,
E reggendosi appena,
Madre, un pastor s'inoltra...

PESCATORE
Egli è il bravo Leutoldo.
Qual frangente lo guida?

Scena IX

Leutoldo e detti.

LEUTOLDO
(affannoso, appoggiandosi sopra una scure insanguinata)
Salvatemi!... Salvatemi!..

EDWIGE
Che temi?

LEUTOLDO
Il loro sdegno...

EDWIGE
Parla. Chi ti minaccia?

LEUTOLDO
Quell'empio, che giammai
Perdona; il più crudele,
Di tutti il più funesto...
Deh! mi salvate, o tra voi spento io resto.

MELCHTHAL
Che festi?

LEUTOLDO
Il mio dovere.
Solo di mia famiglia
Lasciommi il cielo un'adorata figlia:
Un vil ministro del governatore
Rapirla osava al mio paterno amore...
D'Edwige io sono padre,
Difender io la seppi.
Quest'arma mia l'oppresse...
(mostrando la scure intrisa di sangue)
Ah! lo vedete voi? quest'è suo sangue.

MELCHTHAL
Oh ciel!.. chi lo sostiene?
Tutto pe' giorni suoi temer conviene.

LEUTOLDO
Sopra l'opposta sponda
Un certo asil m'avrei... Deh! mi vi guida
(pregando il Pescatore)


PESCATORE
Il torrente e la rocca
Vietano avvicinarsi ove tu brami;
E l'affrontarli, o misero,
E darsi a certa morte.

LEUTOLDO
Oh quanto ingiusto
Sei meco! all'ultim'ora
Non oda i tuoi rimorsi il sommo Nume.

Scena X

Guglielmo e detti.

GUGLIELMO
(Egli sparì, né a rinvenirlo io giunsi.)

CORO DI SOLDATI
(di dentro)
Leutoldo! Sciagurato!

LEUTOLDO
Gran Dio! tu sol mi puoi salvar.

GUGLIELMO
Io sento
Minacciar e dolersi...

LEUTOLDO
Oh mio Guglielmo!
Crudo destin m'opprime...
Mi si persegue: non son reo, mel credi.
E per sottrarmi al mio crudel destin
Questo mi resta solo arduo cammin.

GUGLIELMO
Tu l'odi, pescator, lo salva...

LEUTOLDO
È vano!
Come il tristo Gessler
Egli è per me crudele.

GUGLIELMO
(Sventurato!..) che apprendo!
Ma s'ei lo nega, io di salvarti intendo.

CORO DI SOLDATI
(di dentro)
Chiede sangue l'assassinio,
E Leutoldo il verserà.

GUGLIELMO
(a Leutoldo)
Vieni, t'affretta... Addio.

EDWIGE
Tu a morte vai...

GUGLIELMO
Ah, non temere, Edwige:
Trova sicura guida
L'uomo che nel cielo interamente fida.

(scende in battello, e vogando parte con Leutoldo)

Scena XI

Rodolfo con coro di soldati e detti.

CORO DI SVIZZERI
(inginocchiati e volti verso il battello che vedesi lottar coll'onde)
Nume pietoso,
Dio di bontà!
Il suo riposo
Da te verrà.
Salvar clemente
Tu puoi, Signor,
Dell'innocente
Il difensor.

RODOLFO e CORO DI SOLDATI
(da lontano)
Di morte e scempio
È giunta l'ora.
Sciagura all'empio!
Convien che mora!

Guglielmo ha sorpassato il punto più difficile del tragitto
e vedesi approdare felicemente all'opposta spiaggia.
In questo momento entrano Rodolfo e soldati.


JEMMY ed EDWIGE
Egli è salvo!

RODOLFO
Oh mio furor!

CORO DI SVIZZERI
Superato ha il rischio omai.

EDWIGE, JEMMY e MELCHTHAL
(Non invano il ciel pregai.)

RODOLFO
M'è d'oltraggio il lor godere.

JEMMY e MELCHTHAL
(Ah! perché, perché l'etade
Non risponde al mio desir!)

CORO DI SVIZZERI
(Mugge il tuon sul nostro capo:
Di tempesta egli è forier...
Fuggiam, fuggiam...)

RODOLFO
Restate,
E tosto a me svelate
Chi l'assassino ha salvo,
Chi 'l trasse in sicurtà.
Orsù, obbedite, o chi tace cadrà.

I soldati circondano gli svizzeri.

JEMMY ed EDWIGE
(Che sento!.. ohimè!)

CORO DI SOLDATI e RODOLFO
(Treman tutti di già.)

PESCATORE, MELCHTHAL e CORO DI SVIZZERI
(Già m'ingombra il terror!
Di noi che mai sarà?)

JEMMY, EDWIGE e CORO DI SVIZZERI
(Pietoso cielo, accogli
Il voto, il priego nostro!
Dall'ira di quel mostro
Ne salva per pietà!)

MELCHTHAL
Ciò ch'ei fece, ognun di noi
L'oserebbe. Amici, ardir.

CORO
Amici, ardir! Amici, ardir!

RODOLFO
Ah! tremate. Il reo svelate.

MELCHTHAL
Sciagurato! questo suolo
Non è suol di delator!

RODOLFO
Quel ribaldo circondate!
E sia tratto al mio signor.
(Alcuni soldati s'impadroniscono di Melchthal;
gli altri, ricevuto l'ordine da Rodolfo,
si dispongono ad obbedirlo
invadendo le capanne all'intorno.)

Su via, struggete,
Tutto incendete,
Orma non resti
D'abitator.
Strage e rovina
Sia la lor sorte.
Lampo di morte
È il mio furor.

SOLDATI
Sì, sì, struggiamo,
Tutto incendiamo,
Orma non resti
D'abitator.
Strage e rovina
Sia la lor sorte.
Lampo di morte
È il suo furor.

JEMMY
Sì, si, struggete,
Tutto incendete,
Ma in ciel v'ha un Nume
Vendicator .
Te forse un giorno
Farà perduto
L'arco temuto
Del genitor.

EDWIGE, MELCHTHAL, PESCATORE
e CORO DI SVIZZERI
Sì, sì, struggete,
Tutto incendete,
Ma in ciel v'ha un Nume
Vendicator .
Verrà un gagliardo,
Il di cui dardo
Saprà punire
Un oppressor.

Malgrado l'opposizione de' suoi compagni,
Melchthal è circondato e trascinato dai soldati di Rodolfo.






Atto II




Valle profonda.
In lontano vedesi il villaggio di Brunnen
ai piedi delle alte montagne del Rütli.
A sinistra dell'attore si scorge parte del lago dei Quattro Cantoni.
Incomincia la notte.


Scena I

Coro di cacciatori recando le uccise belve,
indi coro di pastori di dentro.


CORO
Qual silvestre metro intorno
Si congiunge al nostro corno!
Mesce il daino il suon morente
Al fragore del torrente.
Ed allor ch'estinto resta
Chi la gioia può imitar?
Il furor della tempesta
Può quel giubilo eguagliar.

Odesi il suono d'una campana,
quindi la cornamusa dei boari svizzeri.


UN CACCIATORE
Qual suon?.. Udiam.

CORO DI PASTORI
Del raggiante lago in seno
Cade il giorno.
Il suo placido sereno
Sparve intorno.
La campana del villaggio
Di partenza è a noi messaggio.
Già cade il dì.

UN CACCIATORE
La molesta voce è questa
Del monotono pastor.

Suono lontano.

CORO
Di Gessler risuona il corno.
Ciascun riede al suo soggiorno,
Già cade il dì.

(partono)

Scena II

Matilde sola.

MATILDE
S'allontanano alfine!
Io sperai rivederlo,
E il cor non m'ha ingannata,
Ei mi seguìa... lontano esser non puote...
Io tremo... ohimè!.. se qui venisse mai!
Onde l'arcano sentimento estremo
Di cui nutro l'ardor, ch'amo fors'anco!
Arnoldo! Arnoldo! ah! sei pur tu ch'io bramo.
Semplice abitator di questi campi,
Di questi monti caro orgoglio e speme,
Sei tu sol che incanti il mio pensiero,
Che il mio timor cagioni. Oh! almen ch'io possa
Confessarlo a me stessa... io t'amo, Arnoldo!
Tu i giorni miei salvasti,
E l'amor più possente in me destasti.
Selva opaca, deserta brughiera
Qual piacer la tua vista mi dà.
Sovra i monti ove il turbine impera
Alla calma il mio cor s'aprirà.
L'eco sol le mie pene udirà.
Tu, bell'astro, al cui dolce riflesso
Il mio passo vagante sen va,
Tu m'addita ove Arnoldo s'aggira;
A lui solo il mio cuor s'aprirà,
Esso sol le mie pene udirà.

Scena III

Arnoldo e detta.

ARNOLDO
Se il mio giungere t'oltraggia,
Mel perdona, Matilde. I passi miei,
Incauto sino a te spinger osai.

MATILDE
A mutua colpa è facile il perdono.
Arnoldo, io t'attendea

ARNOLDO
Questi soavi accenti, ah! ben lo veggo,
Ha la pietà inspirati.
Deh! compiangi il mio stato;
Amandoti io t'offendo.
Il mio destino è orribile!

MATILDE
Ed è men tristo il mio?

ARNOLDO
Uopo è però
Che in così dolce e barbaro momento,
E fors'anco l'estremo,
L'alma figlia dei re
A conoscermi apprenda.
Io con nobile orgoglio ardisco dirlo:
Il ciel per te dato m'avea la vita.
D'un fatal pregiudizio
Lo scoglio misurai.
Col suo poter esso tra noi s'innalza:
Rispettarlo saprò da te lontano.
Comandami, o Matilde,
Fuggir dagli occhi tuoi,
Che abbandoni la patria e il padre mio,
Morte trovar sovra straniera terra,
Sceglier per tomba inospital foresta;
Parla, pronunzia un solo accento.

MATILDE
Arresta.
Tutto apprendi, o sventurato,
Il segreto del mio cor.
Per te solo fu piagato,
Per te palpita d'amor.

ARNOLDO
Se tu m'ami, se all'affetto
Puoi risponder del mio cor,
Una speme avere in petto
Io potrò di pace ancor.
Ma tra noi qual mai distanza,
Quanti ostacoli vi sono!

MATILDE
Ah, non perder la speranza:
Tutto il ciel ti dette in dono.

ARNOLDO
Cari, onesti e dolci accenti!
Di piacer colmate il cor.

MATILDE
(Posso amarlo. Quai momenti
Proverò di gioia e amor!)
Riedi al campo della gloria
Nuovi allori a conquistar...
Potrai sol colla vittoria
La mia destra meritar.

ARNOLDO
Riedo al campo della gloria
Nuovi allori a meritar.
Quando in premio di vittoria
Cesserò di palpitar?

MATILDE e ARNOLDO
Il core che t'ama
Sol cerca, sol brama
Di viver con te.
Ah! questa speranza,
Che sola m'avanza
Fia sempre con me.

S'ode un calpestìo.

MATILDE
Alcun vien... Separiamoci.

ARNOLDO
Potrò vederti ancora?

MATILDE
Al nuovo giorno,

ARNOLDO
Oh gioia!

MATILDE
Quando sorga l'aurora,
Nell'antico tempietto,
Al cospetto di Dio,
Da te riceverò l'ultimo addio.

ARNOLDO
(cade a' piedi di Matilde e le bacia la mano)
Oh! suprema bontà!

MATILDE
Forza è lasciarti.

ARNOLDO
Cielo! Guglielmo!
Gualtier! Dio! Parti, ah! parti.

Matilde parte.

Scena IV

Gualtiero, Guglielmo e detto.

GUGLIELMO
Solo non eri in questo loco.

ARNOLDO
Ebbene?

GUGLIELMO
Un colloquio ben grato
A turbar giunsi.

ARNOLDO
Eppure io non vi chiedo
A che mirate...

GUALTIERO
E forse,
Più che a ciascun, è a te mestieri udirlo.

GUGLIELMO
No. Ad Arnoldo che importa
S'egli abbandona i suoi,
S'egli in segreto aspira
A servir chi ne opprime?

ARNOLDO
E d'onde il sai?

GUGLIELMO
Dal fuggir di Matilde e dal tuo stato.

ARNOLDO
E tu mi vegli!

GUGLIELMO
Io stesso!
In questo cor lanciasti
Sin da ieri il sospetto.

ARNOLDO
Ma se amassi?

GUALTIERO
Gran Dio!

ARNOLDO
Se amato io fossi,
I supposti...

GUGLIELMO
Sarian veri.

ARNOLDO
E il mio amore...

GUALTIERO
Empio saria.

ARNOLDO
Matilde...

GUGLIELMO
Ell'è nostra nemica.

GUALTIERO
Ha nelle vene un abborrito sangue.

GUGLIELMO
E vilmente egli cadde a' piedi suoi.

ARNOLDO
Ma di qual dritto il cieco furor vostro?..

GUGLIELMO
Un solo accento, e ti sarà palese.
Sai, tu, Arnoldo, che sia l'amor di patria?

ARNOLDO
Voi parlate di patria?
Ah, non ve n'ha per noi.
Io lascio queste rive
Abitate dall'odio,
Dalla discordia, dal timor: fantasmi
Di servitudi orrende.
In arene men triste onor m'attende.

GUGLIELMO
Allor che scorre - De' forti il sangue!
Che tutto langue, - Che tutto è orror,
La spada impugna, - Gessler difendi,
La vita splendi - Pel traditor.

ARNOLDO
Al campo volo - Onor m'attende,
Ardir m'accende, - M'accende amor.
Desìo di gloria - M'invita all'armi:
È di vittoria - Ardente il cor.

GUALTIERO
Estinto un vecchio - Gessler facea,
Quell'alma rea - Svenar lo fe'
Da noi vendetta - L'estinto aspetta,
E la domanda, - La vuol da te.

ARNOLDO
Oh, qual mistero orrendo!..
Un vecchio ei spense!.. Oh Dio!

GUALTIERO
Per te moria piangendo...

ARNOLDO
Ed è?..

GUALTIERO
Tacer degg'io.

GUGLIELMO
S'ei parla, il cor ti squarcia.

ARNOLDO
Mio padre! . .

GUALTIERO
Sciagurato!
Ei stesso fu svenato,
Ei stesso cadde spento
Per man dell'oppressor.

ARNOLDO
Ah, che sento!.. il padre!.. ohimè! io spiro...
Troncar suoi dì
Quell'empio ardiva,
Ed il mio acciar
Non si snudò!
Mio padre, ohimè!
Mi malediva,
Ed io la patria
Allor tradiva!..
Cielo! mai più
Lo rivedrò!

GUGLIELMO e GUALTIERO
(Quali smanie! egli appena respira.
Il rimorso che il cor gli martira
Dell'amor ogni nodo spezzò;
A quel duolo già cade e delira,
Già la benda fatale strappò.)

ARNOLDO
È dunque vero?

GUALTIERO
Vidi il delitto;
Il derelitto
Vidi spirar.

ARNOLDO
Che far?.. Gran Dio!

GUGLIELMO
Il tuo dover.

ARNOLDO
Morir degg'io...

GUGLIELMO
Viver dêi tu.

ARNOLDO
Quell'empio al suolo
Cadrà svenato.
Io l'ho giurato
Pel genitor.

GUGLIELMO
Deh! frena i tuoi trasporti,
Deh, calma l'ira omai
E vendicar potrai
La patria, il genitor.

ARNOLDO
E a che tardiam?

GUGLIELMO
La notte
A' voti nostri amica,
Già distende su noi
Un'ombra protettrice,
E tu vedrai tra poco
Avvolti nel mistero
Qui giunger cauti i generosi amici
Che udranno i pianti tuoi,
E il vomere e la falce,
Cangiati in brandi ed aste
Tentar con miglior sorte
O libertade o morte.

ARNOLDO, GUGLIELMO e GUALTIERO
O libertade o morte.
La gloria infiammi - I nostri petti,
Il ciel propizio - Con noi cospira;
Del padre l'ombra - Il cor c'ispira,
Chiede vendetta - E non dolor.
Nel suo destino - Ei fortunato
Con la sua morte - Par che ci dica
Che del martirio - Il serto è dato
A coronare - Tanta virtù.

GUGLIELMO
Confuso da quel bosco
Sembrami udir fragor.

GUALTIERO
Ascoltiamo .

ARNOLDO
Silenzio.

GUALTIERO
Sì, ascoltiamo.
Di numerosi passi
Risuona la foresta.

ARNOLDO
Più lo strepito appressa.

GUALTIERO
Chi avanza?

Scena V

Abitanti d'Unterwalden, e detti.

CORO
Amici della patria.

GUGLIELMO
Oh ventura!

ARNOLDO
Oh vendetta.

ARNOLDO, GUGLIELMO e GUALTIERO
Onore al cor del forte.

CORO
Con ardor richiese il cor
Di sfidar, di superar
La distanza ed i perigli,
E ogni cor con ardor
Brama vincere o morir.
Il vigor de' tuoi consigli
Nuovo in noi desta ardir.

GUGLIELMO
O d'Unterwald voi generosi figli!
Questo nobile ardor non ne sorprende.

GUALTIERO
Imitarlo sapremo.
Si ode una tromba.
Degli amici di Schwitz
Odo la tromba risuonar d'intorno;
È surto, o patria, di tua gloria il giorno!

Scena VI

Abitanti di Schwitz, e detti.

CORO
Domo, o ciel, da uno straniero,
A' suoi mali il forte indura,
E coperto dal mistero,
Quivi è tratto a lagrimar.
Qui sol può la sua sciagura
Col suo pianto mitigar.

GUGLIELMO
E scusabil la tema
In chi tra' ceppi vive.
Alla mia speme v'affidate: amica
Ne arriderà la sorte.
Onore al cor del forte!

TUTTI
Onore al cor del forte!

GUALTIERO
D'Uri mancan soltanto
I magnanimi amici.

GUGLIELMO
Onde le tracce
Nasconder de' lor passi,
E per meglio celar la nostra impresa,
S'apron co' remi loro
Sul mobile elemento
Il sol sentier che non inganna mai.

Dal lago vedonsi approdare alla riva diverse navicelle.

GUALTIERO
De' prodi, ascolta, è già compiuto il patto.
Non odi tu?

GUGLIELMO
Chi viene?

Scena VII

Abitanti d'Uri dalla parte del lago e detti.

CORO
Amici della patria.

GUGLIELMO
Onore della patria a' difensor.

TUTTI
(meno gli abitanti di Uri)
Onore della patria a' difensor.

CORO
Guglielmo, sol per te
Tre popoli s'unîr,
Il barbaro a punir
Ciascuno è presto.
Parla, e il tuo dir sarà
Di stimolo al codardo;
E come acceso dardo
Il core infiammerà.

GUGLIELMO
La valanga che volve
Dalla cima dei monti,
E morte suol lasciar sui campi nostri,
In sé mali men crudi,
Men funesti rinserra
Di quei che versa empio tiranno in terra.

GUALTIERO
A noi pur oggi è dato,
Ed al nostro coraggio,
Di purgar queste rive
Dal mostro abbominato.

CORO
Di guerra alla minaccia,
Ad onta nostra, il cor freme ed agghiaccia!

GUALTIERO
Dov'è l'antica audacia? Per mille anni
Gl'indomiti avi nostri
A difender fur presti i dritti loro,
E in noi fia che s'estingua ardor cotanto?

CORO
Ma adesso... Oh qual terror!

GUGLIELMO
Da lungo tempo
Usi a soffrir, più il peso non sentite
Delle vostre sciagure? Almen pensate
Alle vostre famiglie. I padri vostri,
E le mogli e le figlie
Più asilo omai non han nel vostro tetto.

GUALTIERO
Più ospitale tra noi non v'ha ricetto.

GUGLIELMO
Amici, contro questo giogo infame
Invan reclama umanità. Trionfanti
Sono i nostri oppressori.
E cinti da' perigli
Vediamo i genitor, le spose, i figli...

CORO
E cinti da' perigli
Vediamo i genitor, le spose, i figli...
Che far dobbiam? che far? a noi lo svela.

ARNOLDO
La morte vendicar del padre mio.

CORO
Melchthal? qual era il suo delitto?

ARNOLDO
L'amor della sua patria.

CORO
L'empio di morte è degno.

GUGLIELMO
Mostriamoci degni alfine
Del sangue onde sortiamo:
Nell'ombra e nel silenzio
I tre Canton di lancia e spada armiam.

CORO
Nell'ombra e nel silenzio
I tre Canton di lancia e spada armiam.

GUGLIELMO
Domani fia che sorga
Il giorno di vendetta.
Ne reggerete voi?

CORO
Non lo temer! Sì, tutti.

GUGLIELMO
Presti a vincer?

CORO
Sì, tutti.

GUGLIELMO
Presti a morir?

CORO
Sì, tutti.

GUGLIELMO
Ebben, serbate
Vigore ed ardimento,
Sia fermo il patto e saldo il giuramento.

TUTTI
Giuriam, giuriamo
Pei nostri danni,
Per gli avi nostri,
Pe' nostri affanni,
Al Dio de' regi
E de' pastor,
Di tutti abbatter
Gli empi oppressor.
Se qualche vil
V'ha mai tra noi,
Lo privi il sol
De' raggi suoi,
Non oda il ciel
La sua preghiera,
E giunto il fin
Di sua carriera,
Gli neghi tomba
La terra ancor.

ARNOLDO
Già sorge il dì...

GUALTIERO
Segnal per noi d'allarme.

GUGLIELMO
Di vittoria.

GUALTIERO
Qual grido
Corrispondervi deve?

ARNOLDO
All'armi!

GUGLIELMO e GUALTIERO
All'armi!

TUTTI
All'armi!

(partono)





PDF librettoIcon PDF libretto
You can view this field if you have following subscription(s). List Subscription(s)


 
Votes: 1

 
Powered by JoomSuite Resources