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Il Turco in Italia Act II LIBRETTO - PDF Send
AutorIcon Autor Rossini Gioacchino
TitleIcon Title Il Turco in Italia Act II
Libretto'sIcon Libretto's

Atto secondo




Scena I
Camera in una Locanda. Tavolini con lumi, ecc.

Don Geronio ed il Poeta seduti, e bevendo
(Recitativo)

POETA

Via ... cosa serve? Omai
Bisogna darsi pace:
Ella fra poco
Colla sua compagnia
A cenar qui verrà:
Potrete allora corla sul fatto:
Ora bevete
E in bando vadan
Un solo istante
La moglie capricciosa, ed il galante.

GERONIO

Caro Poeta mio,
Darei la testa
Nella muraglia, se a' capricci suoi
E alla mia cecità
Volgo il pensiero ...

POETA

Sofferenza ci vuole.
Anche un bicchiero.
(versandogli da bere)
(Prevedo qualche incontro:
Il vin potrebbe
Porger qualche coraggio al scimunito,
Altrimenti il mio dramma è già finito.)

Scena II
Selim e detti


SELIM

A proposito, amico,
Senza molto certarti io qua ti trovo.
Gran cose debbo dirti.

POETA

(Intrigo nuovo.)

GERONIO

E grandi cose anch'io
Bramava dirvi appunto.

POETA

(Io mi ritiro
Per schivare ogni impegno e notar tutto.)
(Se ritira, e di tanto in tanto si fa vedere esplorando.)

SELIM

Io t'ascolto.

GERONIO

Parlate.

SELIM

Ebben principierò:
Quanti anni sono
Che con Donna Fiorilla
Vi unisce il matrimonio?

GERONIO

Fra poco saran sei.
(Calma Geronio.)

SELIM

Amor che passa un lustro
Deve stancare assai.

GERONIO

Di fatti sono stanco,
Ma stanco molto.

SELIM

E il matrimonio è un gran peso fra voi.

GERONIO

Lo sa ciascuno che lo sente sul dosso.

SELIM

Io vengo amico ad offrirti un rimedio,
A cavarti d'impaccio, e non dovrai
Per il riposo tuo faticar molto.

GERONIO

Ma ... come! ... vi spiegate.

SELIM

Odi.

GERONIO

V'ascolto.

N. 8 Duetto

SELIM

D'un bell'uso di Turchia
Forse avrai novella intesa,
Della moglie che gli pesa
Il marito è venditor.

GERONIO

Sarà l'uso molto buono,
Ma in Italia è più bell'uso:
Il marito rompe il muso
Quasi sempre al comprator.

SELIM

Anche questo sarà buono,
Ma fra noi non deve entrare.

GERONIO

Anzi questo più di quello
Mi conviene d'abbracciare.

SELIM

Ma perché?

GERONIO

Le nostre usanze
Piace a me serbar ancor.

SELIM

(Non è poi cotanto sciocco
Come vogliono ch'ei sia.)

GERONIO, poi SELIM

(Su giudizio testa mia,
Qui ci vuol prudenza e cor.)

SELIM

Se Fiorilla di vender bramate;
Senza fare più lungo discorso,
Io la compro, e danaro vi sborso
Da comprarne, al bisogno, anche tre.

GERONIO

Signor Turco, l'ho detto, e il ripeto
Io non vendo mia moglie a persona,
E perciò sia cattiva o sia buona,
Io la moglie la tengo per me.

SELIM

(Maledetto!) Ma pensi ...

GERONIO

Ho pensato.

SELIM

Lei si scalda ...

GERONIO

Mi scaldo sicuro.

SELIM, poi GERONIO

(Un cervello più strano, e più duro
Io scommetto che al mondo non è.)

SELIM

Non volete?

GERONIO

No, cospetto.

SELIM

Ricusate?

GERONIO

Sì, ricuso.

SELIM

Voglio averla a tuo dispetto.

GERONIO

Non l'avrà.

SELIM

Conosco altr'uso.

GERONIO

E sarebbe? ...

SELIM

D'involarla!
Ed invece di pagarla
Il buffone che s'oppone,
per far presto d'ammazzar.

GERONIO

Ma dovrebbe paventare,
Ch'ella invece d'ammazzare
Succedesse che dovesse
Ammazzato qui restar.

SELIM

(minacciando, e ritirandosi a vicenda)
Alle prove venga avanti.

GERONIO

Presto via ... si provi un poco.

SELIM

Temerario! in pochi istanti

GERONIO, SELIM

Ci vedremi in altro loco;
E saranno coltellate,
E saranno schioppettate,
E saranno moschettate,
E vedrà che non mi lascio
Da minacce spaventar.
(Vanno via da parte opposta.)

Scena III
Poeta solo
(Recitativo)

POETA

Credeva che questa scena
Dovesse accelerar la conclusione;
Ma l'affare va in lungo,
E qui fa d'uopo
Che venga presto lo sviluppo,
E che venga naturale;
Poi finir con un poco di morale.
O mio cervello ti affatica e suda,
Inventa il dramma mio come si chiuda.
(Parte.)

Scena IV
Fiorilla con seguito
N. 9 Coro e Cavatina

CORO

Non v'è piacer perfetto
Se nol procura amor.
De' giochi, e del diletto
Amore è genitor.

FIORILLA

Se il zefiro si posa
A carezzar un fior,
Se va da giglio a rosa
Vaga farfalla ognor.
Farfalla, e zefiretto
Move il poter d'amor.

CORO

De' giochi, e del diletto,
Amore è genitor.

FIORILLA

Quando di primavera
Ride il primiero albor,
Quando natura intera
Riveste il primo onor;
È l'aura del diletto
Che sparge in terra amor.

CORO

De' giochi, e del diletto,
Amore è genitor.
Recitativo

FIORILLA

Che Turca impertinente! Osa a Fiorilla
L'amante disputar!
Saprò ben io
Vendicarmi di lei:
Voglio che sia presente al mio trionfo.
Ad ogni costo
Di quella sciocca
Abbasserò l'orgoglio.
Abbia il suo Turco poi che non lo voglio.
Io l'ho fatta invitar a questo albergo
A nome di Selim;
Venga, e vedremo
Di noi chi vincerà.

ZAIDA

(sulla porta, indecisa)
Scusate ... errai ...

FIORILLA

Entrate, entrate pure:
Io v'invitai.

ZAIDA

(entrando)
Voi!

FIORILLA

Sì:
Fra pochi istanti
Qui vedrete Selim.
Sul cor di lui non voglio
Che la vostra lontananza
M'apporti alcun vantaggio.
Ora dovremo
Disputarcelo in pace:
Sceglierà di noi due chi più gli piace.

ZAIDA

Inutile è la scelta
Dove parla il dovere, e parla onore.

FIORILLA

Tutto, si sa, cede all'amore.
Ecco appunto Selim.

Scena VI
Selim, e detti


SELIM

Trovarvi sola
Finalmente io credea, bella Fiorilla,
Ma non potete star sola un momento.

FIORILA

Sarete più contento
Quando tutti osservati
Avrete i convitati.

SELIM

(accorgendosi di Zaida)
Zaida!

ZAIDA

Infedel!

SELIM

Ma ... come! in questo albergo!
Che vuol dir ciò?

FIORILLA

Questa locanda ornai
Di sua bella presenza, per veder
Se a me, date, o a lei la preferenza.
Decidete.

ZAIDA

Parlate.

SELIM

In gran cimento mi mettete.

ZAIDA

Perfido! Intendo:
De' miei torti io stessa
Qui venni spettatrice.

SELIM

Ah! no ...

FIORILLA
Partite dunque con lei.

SELIM

Neppure.

ZAIDA

Ebben: venite.

SELIM

Ma lasciate ch'io possa
Un momento pensar ...

ZAIDA

Pensar? No.
Parta meco Selim, o a me rinunzi.

FIORILLA

E a me, se qui non resta.
(Fiorilla si allontana disdegnosa;
Selim rimane incerto e pensoso.)


SELIM

(Impiccio egual non v'è.)

ZAIDA

Crudel! Non più: comprendo
Qual per me serbi amor:
Io ti abbandono alla rivale in braccio:
Un giorno forse
Ti pentirai, ma tardi
D'aver l'affetto mio così schernito;
Allor che da costei sarai tradito.
(Parte.)

Scena VII
Fiorilla, Selim


SELIM

(Povera Zaida!
Io sento pietà di lei:
Tanto rigor non merta.)

FIORILLA

(Parla fra sé: la mia vittoria è incerta.)
Mi sembrate commosso: non parlate?
Via: corretele dietro,
E la bella dolente consolate.

SELIM

No ... vada pure ... Ma lasciate almeno
Ch'io la compianga:
Ella m'adora.

FIORILLA

E parmi
Che l'adoriate ancor.

SELIM

Il primo oggetto
Dell'amor mio
Fu Zaida ...

FIORILLA

E sia l'estremo.

SELIM

L'estremo!

FIORILLA

Addio:
Mai più ci rivedremo.

SELIM

Deh! ... Perdonate.

FIORILLA

Amante alcun non voglio
Che abbia diviso fra due donne il core.

SELIM

Che dite?
Per voi sola io sento amore.
Per carità placatevi,
Calmate il vostro sdegno.

FIORILLA

Andate, andate.
Di me siete indegno.

SELIM

Ingrata! mi scacciate ...
Ebben, io partirò.

FIORILLA

Farete bene.

SELIM

Addio ... (Mi lascia andar!)

FIORILLA

(Davvero ei parte!)

SELIM

(Politica ci vuol.)

FIORILLA

(Ci vuol dell'arte.)

N. 10 Duetto

SELIM

(in disparte come parlando fra sé)
Credete alle femmine
Che dicon d'amarvi!
Di un nulla si sdegnano
Minaccian lasciarvi.
Di donna l'amore
È un foco che more
Appena brillò.

FIORILLA

(facendo il medesimo gioco)
Credete a quest'uomini
Che avete d'intorno!
Per tutte sospirano;
Non amano un giorno.
Son l'aura d'estate
Che più non trovate,
Appena spirò.

SELIM

(avvicinandosi un poco)
È ingiustizia lamentarsi
Se si sprezza un cor fedele.

FIORILLA

(volgendosi un poco)
Bella cosa allontanarsi
Per non dir che si è infedele.

SELIM

Io nol sono.

FIORILLA

A voi non parlo.

SELIM

Come!

FIORILLA

No, no, no.

SELIM

Parea di sì.

FIORILLA

In Italia certamente
Non si fa l'amor così.

SELIM

In Turchia sicuramente
Non si fa l'amore così.

FIORILLA, poi SELIM

(a parte tutti e due)
(Ma se dura la questione
Prende foco e se ne va.
Si discorra colle buone
Ed allor si placherà.)

SELIM

Dunque sperar non posso!

FIORILLA

Dunque schernito io sono!

SELIM

(per baciarle la mano)
La vostra man ...

FIORILLA

(ritirandola a fatica)
Non posso.

SELIM

Idolo mio, perdono!

FIORILLA

Lo meritate?

SELIM

Io v'amo.

FIORILLA

E mi amerete?

SELIM

Ognor.

FIORILLA, SELIM

Tu m'ami, lo vedo.
Mi fido, ti credo;
Ma torna mia vita
A dirmelo ancor.
Se infida (infido) ti sono,
Se mai t'abbandono
Sia sempre la pace
Straniera al mio cor

Scena VIII
Don Geronio, indi il Poeta,
poi Don Narciso in disparte
Recitativo

POETA

Sentite!

GERONIO

Cosa c'è?

POETA

Gran novità.

GERONIO

Spiegati.

POETA

È preparato, amico, un rapimento.

GERONIO

Che dici? E il vero io sento?
(Esce Don Narciso.)

NARCISO

(È partita Fiorilla,
E qui costoro ...
Che fanno? Udiamo un poco.)

POETA

Ad un festino
Fiorilla deve andar:
Ivi l'attende
Mascherato Selim,
Che di ridurla spera
A partir per la Turchia.

NARCI
SO
(Che ascolto?)

GERONIO

Ma infelice! ... oh moglie mia!

POETA

Udite: a Zaida
Io corsi tutto a narrar:
Vestita al par di lei
Ella al festino andrà;
Talché Fiorilla
Colla maschera in volto sembrerà.
Voi da Turco dovete entrar colà.

GERONIO

E allora?

POETA

Allor potrete
L'ingannata Fiorilla ...

GERONIO

Ho inteso. Andiamo.
Più tempo non perdiamo.

POETA

Eh! non temete.
L'ultimo a comparir Selim sarà:
Molti de' nostri amici
Onde tenerlo a bada
Troverà per la strada:
Andiamo intanto
A procacciarvi maschera, e vestito.

GERONIO

Ti seguo.

POETA

(Il dramma è già compito.)
(Don Narciso, partiti Don Geronio ed il Poeta,
esce lieto e frettoloso.)


N. 11 (Recitativo ed) Aria

NARCISO

Intesi: ah! tutto intesi.
In questo albergo
Mi guidò la fortuna.
Ingrata donna
Non fuggirai da me.
Tutto vogl'io tentar
Perché mi resti;
La fé mi serberai,
Che promettesti.
Tu seconda il mio disegno,
Dolce amor, da cui mi viene.
Deh! ricusa a tutti un bene,
Che accordasti solo a me.
Se il mio rival deludo!
Se inganno un incostante!
Per un offeso amante
Vendetta egual non v'è.
Ah! sì; la speme
Che sento in core,
Pietoso amore,
Mi vien da te.
Per un offeso amante, ecc.

Scena XI
Sala vagamente illuminate per festa da ballo.
Coro di Maschere, Ballerini, e Ballerine.
Fiorilla, indi Don Narciso, poi Zaida, e Selim;
per ultimo Don Geronio

N. 13 Coro

CORO

Amor la danza mova,
Presieda ai suoni amor.
Solo piacer ritrova
Quando è commosso il cor.
(Recitativo)

FIORILLA

E Selim non si vede!
Fra tanta gente ancora
Non lo posso trovar ...
Ove sarà!

NARCISO

(Quella è Fiorilla.)

FIORILLA

(vedendo Narciso, e credendolo Selim)
Oh appunto, eccolo qua.
(sottovoce)
Selim ....

NARCISO

(sottovoce)
Fiorilla ...

FIORILLA

E tanto aspettar vi faceste?

NARCISO

Perdonate ...

FIORILLA

Datemi il braccio, e meco passeggiate.
(Si perdono fra la folla, ed il Coro canta.)

(Prima represa del coro)

CORO

Amor la danza mova, ecc.
(Recitativo)
(Esce Zaida sequitata da Selim.)

SELIM

Cara Fiorilla mia, perché tacete?
Forse sdegnata siete
Perché venni un po' tardi?
Mille maschere intorno io mi trovai ...

ZAIDA

Disimpergnarvi almeno
Dovevate più presto.

SELIM

Eh! via, perdono.
Fiorilla ...

ZAIDA

(Traditore!
Son tutta in foco.)

SELIM

Prendete il braccio
E passeggiamo un poco.
(Si perdono anch'essi.)

(Seconda ripresa del coro)

CORO

Amor la danza mova, ecc.
(Recitativo)

GERONIO

Eccomi qui:
La prima volta è questa
Che in maschera mi trovo ad un festino.
Povero Don Geronio!
Maledetto l'amore, e il matrimonio.
(Esce di nuovo Fiorilla con Don Narciso.)
Ma che vedo!
Fiorilla è già arrivata,
E già seco è Selim.
(Esce da parte opposta Zaida, e Selim.)
Ma ... come?
Un altro Selim qui vedo,
E quella pur
Mi sembra Fiorilla ...
Che pasticcio è questo qua?
(guardando or gli uni, or gli altri)
Quale di lor la moglie mia sarà?
(Fiorilla e Narciso verranno alla parte dritta;
Selim, e Zaida alla sinistra;
Don Geronio un poco più in fondo, e nel mezzo.)


N. 14 Quintetto

GERONIO

Oh! guardate che accidente:
Non conosco più mia moglie!
Egual Turco, eguali spoglie,
Tutto egual ... che farò?

NARCISO

No, partir di qui non posso
Senza voi Fiorilla mia.

ZAIDA

Ma comprendere non posso
Qual sarà la sorte mia.

GERONIO

Non conosco più mia moglie!
Che risolvo ... che farò?

SELIM

Deh! seguitemi in Turchia,
Là mia sposa vi farò.

FIORILLA

Persuadermi il cor vorria,
Ma risolvermi non so.

GERONIO

Oh! guardate che accidente:
Non conosco più mia moglie! ecc.

FIORILLA

(Deh! raffrena, amor pietoso,
Tanti affetti del cor mio.)

ZAIDA, NARCISO

(Deh! seconda, amor pietoso,
L'innocente inganno mio.)

SELIM

(Deh! seconda, amor pietoso,
I bei voti del cor mio.)

GERONIO

Son davvero un bello sposo;
Non conosco più qual sia
Di lor due la sposa mia;
Parlar deggio sì, o no?

FIORILLA, ZAIDA, NARCISO, SELIM

Ah! se cara (caro) a te sono io,
Altro ben bramar non so.

NARCISO, SELIM

Dunque seguitemi.

GERONIO

Io resto attonito.

FIORILLA, ZAIDA

Ebben son teco.

GERONIO

Divento cieco.

FIORILLA, ZAIDA, NARCISO, SELIM

Andiamo.

GERONIO

(fermandoli)
Partono!
Ferma ... Alto là.

SELIM

Cosa domanda?
Cosa desia?

ZAIDA

Ai fatti suoi
Attento stia.

NARCISO

Geronio è questo:
Venite, presto.

FIORILLA

Ah! ah! ho capito;
È mio marito.

GERONIO

Qui resterete,
Non pertirete;
Voglio mia moglie,
Che qui si sta.

FIORILLA, ZAIDA

Qui la sua moglie?

FIORILLA, ZAIDA, NARCISO, SELIM

Diventa pazzo!

GERONIO

Voglio mia moglie,

CORO

(accorre a frapporsi)
Quale schiamazzo!

GERONIO

Voglio mia moglie,
Che qui si sta.

FIORILLA, ZAIDA, NARCISO, SELIM, CORO

In altro luogo la troverà.

GERONIO

Alto, alto!
Nessun se n'andrà.

FIORILLA, poi ZAIDA, NARCISO, SELIM

(sottovoce)
Questo vecchio maledetto
Potria dar di noi sospetto.
Zitti zitti andiamo fuori,
Pria che n'abbia a cimentar.

GERONIO

Ah! Turcaccio maledetto!
Fremo d'ira, e di dispetto.
Ma sentitemi di grazia,
Ma lasciatemi parlar.

CORO

Andate fuori:
Non ci state ad inquietar.

FIORILLA, ZAIDA, NARCISO, SELIM

Zitti zitti andiamo fuori, ecc.

GERONIO

Ah! Turcaccio maledetto! ecc.
(Vogliono uscire: Don Geronio fuori di sé
si scaglia fra loro per opporsi:
le due coppie si ritirano entrambe da parte opposta:
il Coro si frappone, e durante questa confusione segue:)


FIORILLA, ZAIDA, NARCISO, SELIM

Egli è pazzo ... lo sentite?
(Ci conviene di scappare.)
Ah! fermate ... impedite ...
(Idol mio non dubitare.)

GERONIO

Non sono pazzo! ma sentite ...
Mi volete assassinare ...
Vo' mia moglie, mi capite ...

FIORILLA, ZAIDA, NARCISO, SELIM

Non è quella, non è questa ...
Lei s'inganna è la sua testa
Che l'immagina fra lor.

GERONIO

Ma lasciatemi parlare ...
Sarà quella, sarà questa ...
Questa quella ... la mia testa
Non può scegliere fra lor.

CORO

Siete pazzo ... ma sentite ...
Non si viene a disturbare ...
Sarà vero quel che dite
Ma per or lasciate star.

FIORILLA, ZAIDA, NARCISO, SELIM

Egli è pazzo ... lo sentite? ecc.

GERONIO

Non sono pazzo! ma sentite, ecc.

FIORILLA, ZAIDA, NARCISO, SELIM, poi CORO

Non è quella, non è questa, ecc.
(Selim, e Zaida partono da un lato, Narciso, e Fiorilla dall'altro:
indi il Coro. Resta Geronio affannato, e disperato.)


Scena XIII
Camera della Locanda come prima.
Albazar, con facchini che vengono
per trasportare la roba di Selim
(Recitativo)

ALBAZAR

Benedetta la festa
E chi la diede!
Alfin ha vinto
Zaida, e in pochi istanti
Partirà con Selim.
(ai facchini)
Presto; i bauli
Si trasportino al mar senza indugiare.
Andiamo il locandiere ad avvisare.
(Parte.)

Scena XIV
Don Geronio, ed il Poete, indi Albazar che ritorna


POETA

Tutto è scoperto.
Era Narciso.

GERONIO

E come poté Narciso? ...

POETA

Di Fiorilla amante era anch'egli.

GERONIO

Che dici? Ed io buffone,
Io lo lasciava entrar liberamente?

POETA

Gran cecità!

GERONIO

Non m'accorsi di niente.
E adesso ove si trova
Quella civetta?

POETA

Dopo avere scoperto Narciso,
L'ha piantato, ed è tornata
Al festino i compagni a ricercare;
Or va in traccia del Turco.

GERONIO

E che ho da fare?

POETA

Io vel dirò:
L'ho già disposto in mente
Come fosse un drammatico accidente.
Un giorno mi diceste
Che stanco di soffrir gli oltraggi suoi,
Di allontanar da voi
Fiorilla proponeste,
E di fare un divorzio anche otteneste.

GERONIO

È vero, e la sentenza
Diedi al Paglietta.

POETA

Bene.
Or dovete ricorrere al Paglietta,
E fingere senz'altri complimenti
Di rimandar Fiorilla a' suoi parenti.

GERONIO

Ma se ostinata sprezza
Io mio finto divorzio,
E se col Turco ella partir risolve,
Ah! caro amico, è finita la festa.
(Esce Albazar con facchini, bauli, ecc.)

ALBAZAR

No signori: con voi Fiorilla resta.

GERONIO

Perché?

ALBAZAR

Selim
Con Zaida ha fatto pace:
Egli stesso mi manda
A prender la sua roba alla locanda.
(Parte.)

GERONIO

La sorte ci seconda.

POETA

Conservate fermezza ad ogni evento.
(Non si può dar migliore scioglimento.)
(Partono.)

Scena XVI
Fiorilla, Maschere, e il Poeta con un Usciere


FIORILLA

Oh! Poeta! A proposito venite:
Dov'è Selim?

POETA

(piano all'Usciere)
Andate a prendere la lettera e il fardello.

FIORILLA

Dite: dov'è Selim?

POETA

Egli è occupato.

FIORILLA

Come?

POETA

Con Zaida si è pacificato.
Anzi fra poco ei parte
Con essa per Turchia.
(Nota tutto, ed osserva, o musa mia.)

FIORILLA

Vinto dunque ha colei?
Perfido! Ed io
Nulla per lui curava
Lo stuol di mille amanti,
Del marito il dispetto?

POETA

(Un altro colpo, ed otteniam l'effetto.)

FIORILLA

Amici, un sol momento
Possiam se lo bramate riposarci
In mia casa ...

POETA

Alto! Aspettate.
(Esce di casa l'Usciere con un foglio
e due servitori che portano un fardello.)

Questa lettera a voi manda il marito.

FIORILLA

Qual capriccio! Leggiamo.

N. 15 Recitativo ed Aria
(Durante la lettura l'Usciere parte;
il Poeta si ritira senza essere veduto.
Restano i servitori colle robe.)


FIORILLA

I vostri cenci vi mando,
in casa mia più non vi voglio:
essa è chiusa per voi, dimenticate
d'esser stata mia moglie,
e il rossor vostro seppellite in Sorrento.

DON GERONIO
Qual colpo! Ohimè! che sento?
Poeta ... Egli è partito ...
Oh Dio! son chiuse
Della casa le porte ...
L'irato consorte
Per sempre mi scacciò ...
Dunque in Sorrento
Degg'io tornar?
O mia vergogna!
Ahi! quale asilo trovar!
Tutto ho perduto.
Pace, marito, onor ...
Intendo ... ah! questi
(i servitori che mostrano le robe)
I testimoni sono
Della miseria mia ...
Vani ornamenti
Che fate meco omai!
Itene tutti,
Itene sparsi a terra;
Io vi calpesto
Cagioni de' miei falli,
e vi detesto.
(Si spoglia degli ornamenti che avrà intorno.)
(Aria)
(Il Poeta si mostra di tanto in tanto,
le Maschere sorprese si guardano fra loro.)


FIORILLA

Squallida veste, e bruna
D'affano e pentimento
Fia l'unico ornamento
Che si vedrà con me.
Lutto non v'ha che basti,
A chi l'onor perdè.

CORO

Amici a noi conviene
Volger lontano il piè.

POETA

L'affare è andato bene,
Più da temer non c'è.

FIORILLA

Caro padre, madre amata,
Quale affanno sentirete,
Quando sola e disprezzata
Vostra figlia rivedrete
Far ritorno sconsolata
All'antica libertà?

CORO

Al marito chiedete soccorso,
Ma da noi non sperate pietà.

FIORILLA

Falsi amici, voi pur mi lasciate!
Ah! comincio a conoscervi appieno.
Voi restate, se il cielo è sereno,
Voi fuggite se nero si fa.

CORO

Chi rovina a sè stesso procura
Solo accusi la sua cecità.

FIORILLA

L'infelice, che opprime sventura,
Più sostegno, conforto non ha.

CORO

Che rovina a sé stesso procura, ecc.

POETA

Ci è morale ... oh che scena sicura!
Oh che incontro al teatro farà.

FIORILLA

Caro padre, madre amata, ecc.

CORO

Chi rovina a sé stesso procura, ecc.
(Fiorilla parte da un lato, seguita dai servitori,
che portano le robe; le Maschere dall'altro.)


Scena XVII
Poeta, poi Don Geronio
Recitativo

POETA

Che dramma! son contento:
Un migliore argomento
Trovar non si potea
Né in miglior modo
Avviluppar si cercherebbe un nodo.
(Entra Geronio.)
Amico! a meraviglia
Pianti, strida, rimorsi da Tragedia.

GERONIO

Io ti ringrazio,
Poeta mio.
Credi che sia pentita
E corretta davvero?

POETA

Se lo credo?
Anzi saggia per sempre io la prevedo.

GERONIO

Ed or, che far bisogna?

POETA

Sequitarla senza farsi vedere;
E se si lagna,
Se piange, se promette
Di mutar costume e viver bene,
Perdonarle, e riprenderla conviene.
(Partono.)

Scena XVIII
Spiaggia come nell'Atto Primo.
Si vede sull'ancore la Nave di Selim,
e Marinari Turchi che si dispongono alla partenza.
Fiorilla, indi Don Geronio col Poeta.

FIORILLA

Sì: mi è forza partir:
Non ho coraggio
Di presentarmi a lui:
Grave è il mio torto.
Questa vicina al porto
Spiaggia rimota, provveduta è sempre
Di battelli che vengono,
E che vanno da Napoli a Sorrento.
È qui ... La nave è quella di Selim.
Non fossi a questa spiaggia
Approdata mai, nave funesta!

POETA

(Miratela: sospira.)

GERONIO

(Ella è pentita,
È pentita davver.)

POETA

Non vel dicea?
Perché state indeciso?
Andate innanzi.

FIORILLA

(Geronio! come qui?
Par che s'avanzi.)

GERONIO

(Fiorilla poverina!)

FIORILLA

(Mi guarda e s'avvicina.)

POETA

(Vi ha scoperto, e vi mira.)

FIORILLA

(In mio favore
Chi sa? Forse gli parla il primo amore.)

N. 16 Finale secondo

FIORILLA

Son la vite sul campo appassita
Che del caro sostegno mancò.

GERONIO

Io son l'olmo a cui venne rapita
La sua vite, ed ignudo restò.

POETA

Il cultore son io di buion cuore
Che di nuovo congiunger li può.

FIORILLA

D'intorno mi gira,
Mi guarda e sospira,
Facciamoci avanti,
Placato mi par.

GERONIO

D'intorno mi gira,
Mi guarda e sospira,
Facciamoci avanti,
Pentita mi par.

POETA

D'intorno vi gira,
Vi guarda e sospira,
Via fatevi avanti,
Pentita mi par.

GERONIO

Cara vite ...

FIORILLA

Olmo diletto ...

POETA

Oh che bella allegoria!

GERONIO

Al mio tronco ...

FIORILLA

All'ombra mia ...
Tu potresti ritornar.

POETA

Il final non può sbagliar.

FIORILLA

Torna sì fra queste braccia,
Olmo caro, a verdeggiar.

GERONIO

Torna sì fra queste braccia,
Cara vite, a verdeggiar.

POETA

Bravi sì, buon pro' vi faccia!
Nulla al dramma può mancar.

Scena Ultima
Selim, Zaida, Coro di Zingari, Zingare, e Turchi,
indi Geronio, Fiorilla, e Poeta,
che ritornano; in ultimo Narciso


CORO

Rida a voi sereno il Cielo,
Sian per voi tranquilli i venti,
E vi portino contenti
Nella patria a respirar.

SELIM

Cara Italia io t'abbandono,
Ma per sempre in cor t'avrò.
Che per te felice io sono,
Ogni dì rammenterò.

ZAIDA

Vien Fiorilla. Già con lei
Don Geronio ha fatto pace.

POETA

(Ecco il Turco ... Non vorrei ...
Quest'incontro mi dispiace.)

FIORILLA

(piano a Geronio)
Non lo posso più vedere.

GERONIO

(piano a Fiorilla)
Un saluto per dovere ...
Poi va ben piantarli qua.

ZAIDA, SELIM

(appressandosi)
Perdonate i nostri errori.

FIORILLA, GERONIO

Perdonati già vi sono.

NARCISO

Permettetemi signori,
Che vi chieda anch'io perdono!
Ah l'esempio, che mi date
Ben correggermi saprà.

POETA

È l'intreccio terminato,
Lieto fine ha il dramma mio.
E contento qual son io
Forse il pubblico sarà.

TUTTI

Restate contenti:
Felici vivete,
E a tutti apprendete
Che lieve è l'error,
Se sorge da quello
Più bello l'amor.



F I N E

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