Atto terzo
Il largo del parco dietro alla casa di Pantalone. - E ancora
notte, mi calmò chiarore di luna, che poi impallidisce alla
sopravveniente alba, illumina il piccolo piazzale. - Chiosco
avanti alla casa. - Pantalone, Florindo e Brighella, tuttavia
intontiti, vagano fra le piatte del parco.
SCENA PRIMA.
PANTALONE
(a Florindo e a Brighella).
Come mi trovo qui !...
FLORINDO e BRIGHELLA.
Qual confusione!
PANTALONE
(guarda attentamente incarno
a se cercando di orientarsi).
BRIGHELLA
(sottovoce a Florindo):
(La polverina!)
SCENA II.
(Tartaglia appare allo sbocco della via laterale.
PANTALONE
(dà in un grido di gioja).
Lui
BRIGHELLA.
Tartaglia !...
FLORINDO.
Si!
(lo circondano opprimendolo d'interrogazioni
insieme a un tempo)
PANTALONE, FLORINDO e BRIGHELLA.
Perchè siam qui ?...
TARTAGLIA
(fa per parlare, ma per quanto si sforzi
egli non può più articolare sillaba
nè suono: lo scuotono, ma inutilmente).
PANTALONE, FLORINDO e BRIGHELLA.
Muto ?
FLORINDO
(a Brighella sottovoce).
(La polverina!)
PANTALONE
(dà in un altro grido di gioja –
ha riconosciuta la sua casa).
Siam sotto alla finestra di Rosaura !
(si avvicina con precauzione
sotto alla finestra e chiama:)
Rosaura, filia mia, son Pantalone
(nessuna risposta;)
BRIGHELLA
(chiama esso pure ma con voce più alta)
Rosaura, figlia mia, sono Brighella'
(nessuna risposta)
FLORINDO
(si avvicina alla stia volta
e con voce tremante balbetta:)
Rosaura, figlia mia, sono Florindo!
(nessuna risposta)
BRIGHELLA e FLORINDO
(fra di loro).
(La polverina!)
BRIGHELLA
(a Pantalone).
Udite! Per destare
fanciulle addormentate
non v' è che un sol sistema!
PANTALONE.
E qual?
BRIGHELLA.
Cantare
canzoni o serenate!
PANTALONE.
Io ?
BRIGHELLA.
No !... Ci vuole voce giovanile
in chiave di tenor !
(a Florindo, con intenzione)
Siate gentile!...
(Pantalone fa pure un gesto di preghiera)
FLORINDO
(arrossendo pel piacere,
ma mostrandosi contegnoso)
Io?... So una serenata ma... è d'amore'
PANTALONE
(bonariamente).
Si sa, una serenata...
FLORINDO.
Dice orrore
dei padri!
PANTALONE
(bonariamente sempre).
Eh, si sa bene!
BRIGHELLA.
E serenata
fatta per figlia in letto e addormentata'
FLORINDO.
Ma..... e il ritornello?
PANTALONE e BRIGHELLA.
Noi lo canteremo!
FLORINDO
(con grande fuoco verso la finestra di Rosaura.)
Sì, canterò una serenata ! - Ah, sia
tal da destar tutte le addormentate,
e sia pel grande ardore e melodia
«la Serenata delle Serenate»!
(e intuona con voce appassionata:)
La Serenata.
Che tu non dormi so,
o bella mia
Avida porgi alla notte serena
l’orecchio e il core
s'odi passar per via
la melodia - del l’amore.
Ed io qui errando or vo,
o bella mia ;
e alla gran luce della luna piena
io canto da tenore
al freddo della via
la melodia - dell'amore!
(Ritornello.)
Se tremulo è 'l. mio canto
e 'l ritmo in gola è rotto,
incolpane il mio pianto
che fa la terza sotto!...
PANTALONE e BRIGHELLA
(ripetono il Ritornello).
Se tremulo è 'l mio canto
e 'l ritmo in gola è rotto,
incolpane il mio pianto
che fa la terza sotto! ..
(Cadenza.)
FLORINDO
(voce acutissima).
Notte lunare - dolce baciare
Al trono del tuo letto, o mia regina,
col plenilunio ascendo
e sulla bocca tua porporina
un gran bacio mi prendo!
(Pantalone, Florindo e Brighella
ascoltano in silenzio. Niente! La finestra
di Rosaura rimane chiusa.)
FLORINDO
(riprende la Serenata:)
Tuo padre ti fa piangere?...
È un carnefice!
Perchè sei nata figlia tanto bella
d'un padre senza core?
Ah, che lo colga il fintolo,
ogni malore - ogni dolore!
Ma Amor chiama le lagrime
e le rugiade
son lagrime che piangono le stelle.
Stilla dal ciel che cade
avviva il cuore, il fiore ;
è la rugiada - dell'amore!
(Ritornello cantato
da Pantalone e Brighella)
Se tremulo...
(Cadenza).
FLORINDO.
Notte lunare - dolce baciare,
Col raggio che dal cielo agli astri cade
al letto tuo discendo
e sul tuo labbro suggo le rugiade
dei baci che ti prendo!
(Ascoltano i Pantalone
va proprio sotto alla finestra.)
SCENA III.
(Improvvisamente si apre la finestra di Rosaura; vi appare Arlecchino colla
cuffietta da notte di Rosaura, e versa sulla testa di Pantalone, inaffiando
anche Tartaglia che gli è vicino, una catinella d'acqua.)
ARLECCHINO.
Non magna mai l'amor,
lerai, lerai,
ma ognor beve il cantor
lerà, lerà !
(richiude la finestra)
(Pantalone fugge urlando:
« Sono morto! » -
Tartaglia pure scappa sorpreso più che mai.)
FLORINDO
(grida:)
Un uomo nella stanza di Rosaura l
(vien meno fra le braccia di Brighella)
SCENA IV.
(Rosaura e Colombina si avvicinano dalla parte
opposta a quella per la quale
si sono dileguati Pantalone e Tartaglia.)
BRIGHELLA.
Svenuto per errore, signorino.
Rosaura è qui!
ROSAURA.
Florindo !...
COLOMBINA
(a Florindo, sempre svenuto).
È qui Rosaura!
FLORINDO
(rinvenendo, accennando alla finestra).
Dunque non siete là?
COLOMBINA e ROSAURA.
No, dal Dottore!
BRIGHELLA.
Come?
FLORINDO.
Quando?
COLOMBINA e ROSAURA.
Non so!
BRIGHELLA
(sorpreso, riflette,
poi esclama convinto:)
La polverina!
E, ditemi, il Dottor?
ROSAURA.
E chiuso in camera....
COLOMBINA.
grida,... sternuta....
ROSAURA.
sfoglia carte....
COLOMBINA.
... e sbraita'
COLOMBINA
(indicando la finestra di Rosaura).
Chi c'è là dunque?...
BRIGHELLA,
Il servo!... Il Capitano!...
ROSAURA, COLOMBINA, FLORINDO.
Oh, maledetta polverina!
FLORINDO
(a Rosaura).
Or via
fuggiam !... Questo è il miglior consiglio!...
(Rosaura stende la mano a Florindo e
accenna di « sì », Colombina
spaventata li trattiene)
COLOMBINA
(a Brighella, a Rosaura, a Florindo).
Essa ci ha fatto guadagnar del tempo
(a Rosaura; a Florindo)
Fuggir ... Ditemi. ov'è
paese al mondo - più giocondo ::..
Credete a Colombina,
cerchiamo d'ajutar la polverina !
BRIGHELLA,
SI'.
ROSAURA e FLORINDO.
SI'.
COLOMBINA
Che far
ROSAURA.
Che far
FLORINDO.
Che far
BRIGHELLA.
Che fare ?...
(e ciascuno in disparte medita
parlando fra sé sul da farsi)
La parte.
ROSAURA.
(Turbato è il mio pensier!)
FLORINDO.
(Cerco e non trovo')
COLOMBINA.
(Non un' idea!)
BRIGHELLA,
(Non un espediente '.)
ROSAURA.
(Il cuor, ahimè, dà un sol consiglio: piangere)
FLORINDO.
(Avvenimenti e amor m' inferociscono!)
COLOMBINA.
(Quai mezzi ho per agir? Un: la beltà!)
BRIGHELLA
(Sono alquanto balordo in verità!)
(meditano)
ROSAURA.
(Ebben, sia! Cuor, accetto il tuo consiglio
Vedrò il crudele Capitano barbaro
e a impietosirlo le più amare lacrime
darò che può versare umano ciglio!)
FLORINDO.
(Ah! Il mio furor mi sa sol suggerire
una gran spada lunga, acuminata
e : Fuor la vostra ! dire al Capitano
poscia tic! tac! uccidere o morire!)
COLOMBINA.
(Vediamo dunque chi dovrei sedurre'
Il Duce! Il Servitore! Pantalone!
Il Dottor! Gli Scrivani! La Giustizia!...
Ci vuol grand'arte e quasi erudizione!)
BRIGHELLA.
(Fossi la Terra? Un bravo terrei-noto!
Se fossi il Mar? Una burrasca liquida!
Se fossi il Ciel? Ecclissi e qualche fulmine !
E se Dio fossi un accidente a tutti!)
ROSAURA
(a Colombina).
Decisi! Il Capitan commoverò !
COLOMBINA.
Decisi! Il servitore sedurrò !
(E le due donne vanno
a prepararsi per tornare più tardi.)
FLORINDO
(a Brighella).
Lo sfiderò ! L'ammazzo o morirò!
(via a sinistra)
BRIGHELLA
(solo).
lo farò il resto!... Cosa?... Non lo so!
(via pel fondo.)
SCENA V.
(Il Capitano, seguito da Arlecchino che ragiona,
esce dalla piccola porta
di casa Pantalone e siede sotto il chiosco.)
ARLECCHINO.
... no... questo non mi pare naturale,
a men che non sia nata la Befana
sognata dalla nova razza umana
chiamata credo Uguaglianza Sociale!
(esamina con una specie di terrore
misto a comicità la casa di Pantalone,
gitta gridi per risvegliarne
invano gli echi ed esclama:)
E vano!... Nessun'eco proprietaria!
CAPITANO
(egli pure intimidito, ma cercando di rassicurarsi:)
Ma sì; siam dalli e dalli possidenti!
ARLECCHINO
(non troppo soddisfatto).
lo scriverei al suocero, perdio,
e gli offrirei la casa sua!...
CAPITANo.
Asinaria
idea!
ARLECCHINO.
... In vista di restarci anch'io'.
CAPITANO.
No, ciuco !
ARLECCHINO.
Siamo intesi!
Voi il Grand' Omo ed io la Grande Bestia!
A voi dell'Illustrissimo
e ad Arlecchin dell'Asino Asinario !...
CAPITANO.
Siamo arcintesi !
ARLECCHINO.
A voi, è stabilito,
la giovin moglie e il milionario suocero
e al povero Arlecchino pedatissime !
CAPITANO.
Già, sì, arcistabilito'
ARLECCHINO
(muta tono con intenzione).
Oggi il lunario
segna salario
CAPITANO
(rimane un po' interdetto, poi:)
Giochiamolo a bassetta!
ARLECCHINO.
Sì, attenzione !
(cava fuori un mazzo di carte)
CAPITANO
(con un altro mazzo di carte
sedendo in faccia ad Arlecchino).
Io tengo il banco!
ARLECCHINO.
Io pur!
(Entrambi distendono le carte sul tavolo.)
CAPITANO
(soffia via quelle di Arlecchino;)
Sono il padrone'
(Il Capitano e Arlecchino si accingono : giuocare... Ma ceco la voce di
Brighella!... Nascondono le carte e si a danno grandi arie.)
LA VOCE DI BRIGHELLA.
La Gran Grammatica del Matrimonio
SCENA VI.
(Brighella entra quasi subito travestito
da cantastorie e legge ad alta voce
il foglietto volante)
Brighella
Avviso a: celibi!
(declama)
Marito è nome tale
che pare al singolare,
che al singolare pare,
e regge anche il plurale;
poiché se un sol le sente
e le...... son tante
i1 marito, è evidente,
è un plurale lampante !
Teribile infinito!
Un marito è ammattito
nel volerle contare!
Ora, sinceramente,
fronte è un plurale... duro
ed Ammante è un futuro
quasi sempre presente !
(Dà due foglietti al Capitano c ad Arlecchino e s'avvia)
CAPITANO e ARLECCHINO
(leggono).
Le sono di più sorta:
lunghe, a sghimbescio, cor...... te
ed è il maschio, il consorte,
che per uso le porta!
(Lontana la voce beffarda di Brighella canticchia:)
BRIGHIELLA.
Tal è l’umana pena
di chi va contro al core
e putta senz'amore
a moglie s'incatena !
SCENA VII.
ARLECCHINO
(non troppo persuaso dell’andamento delle cose).
Un ultimo consiglio! Accontentiamoci
d'un po' d' argenteria,
piantiam suocero e figlia c filiam via!
SCENA VIII.
(Brighella ritorna cauto e si rannicchia dietro una pianta.)
La bravata de? Capitano.
CAPITANO
(rimane a tutta prima, ali' osservazione
di Arlecchino, titubante, ma poi,
data un' occhiata in giro,
si rassicura nel vedersi solo con Arlecchino,
prende una posa famosa, fiera, spavalda)
Se una spada tieni al fianco
e il mondo trema,
nessuna tema!
Sii arrogante e incedi franco!
Se al tuo fianco sta una spada
va sicuro,
muso duro,
tutta tua è la contrada!
D'una spada ha più trafitto
la paura!
La Natura
che fa i vili mc fa invitto!
Capitan, al tuo mestiere!
Fa baccano,
Capitano!
Ora il mondo è un gran quartiere?
Va'! Scorrazza! Urla! Schiamazza
Nessuna tema!
Il mondo trema?
Tu sbravazza, picchia, ammazza!
il mio brando calamita!
E l'acciaro
del denaro!
Figlie! Doti! Borsa e Vita!
Tutto il mondo è qui in mia mano!
Se c'è Dio
Dio son io,
Capitano Balandrano
ARLECCHINO.
Va bellone, arcibenone !
Ma, padrone,
attenzione !
Moderiamo un po' il vocione!
Schiamazzar ad alta voce
è imprudente;
se c' è gente
siamo eroi... ma sottovoce'.
BRIGHELLA
(in disparte, scrivendo le parole
del Capitano su di un taccuino).
Qual’idea ! Qual pensiero!
Capitano
Balandrano,
tu m'insegni il buon sentiero!
Te la faccio ! Te la fó'.
Gherminella
da Brighella
ti preparo e tornerò !
fugge via-
SCENA IX.
CAPITANO
(spaventato al rumore fatto
da Brighella che fugge):
Ohimè! qualcun!...
ARLECCHINO
(non vedendo alcuno).
Naturalmente passere'.
SCENA X.
(Colombina, Rosaura e detti.)
COLOMBINA
(a Rosaura).
Sta bene; impietositelo!
Chi sa? Forse per caso
lo spruzzo d'una lagrima
fa L'uom più persuaso!
ARLECCHINO
(al Capitano).
Se non sbaglio, padrone,
la vostra sposa è quella
e l'altra è la mia bella
servotta, gran boccone!
COLOMBINA
(riconoscendo Arlecchino, a Rosaura).
Quel muso nero è quel che ieri sera
mi fece quella tal dichiarazione.
Mentre voi lagrimate una preghiera
fulmino il nero e ne fò distruzione!
(Rosaura si avvicina al Capitano,
ma quando fa per parlare, la commozione
le strozza in gola le parole
e si mette a sospirare e piangere.)
CAPITANO
(imbarazzato ad Arlecchino).
Questo pianto, Arlecchino,
mi fa un cotale effetto !...
ARLECCHINO
Son femmine, cospetto,
e voi duro, perbìo!...
ROSAURA
(vinta dalla commozione
piange davvero).
Signor grande, illustrissimo,
ve ne prego ! Ascoltatemi
benignamente!
Dicono che le lacrime
il' un ciglio femminile
non sempre sono vere,
che v'è chi rende vile
anche il dono ciel pianto
e piange, e, sente
lagrime menzognere
(e Rosaura fra dolorosi singhiozzi,
vinta dal suo dolore,
trova tutto il suo coraggio)
Non io ... non io... signore !
Io parlo, sento, lagrimo
veracemente !
Mi sgorgano dal cuore
queste lagrime mie,
sono lagrime vere
e questi miei sospiri,
e questi miei màrtiri
sono dell'anima
dolori e non bugie
CAPITANO SPAVENTO
(gran fare e gran posa, Magnanimo)
Dite ! Che debbo far?
Ditelo e lo farò !
Popoli sgominar:
Ve li sgominerò
Schiacciarli ai vostri piè?
Facil tal cosa è a me !
Fonder de' monti il gel ?
Spegner l'ardor del Sol?
Salir con arduo vol
Fino al settimo ciel?
Far di stelle un monil
pel vostro sen gentil ?
Piegare l'Equator
l poli insieme unir
Al suol l'Alpi uguagliar?
l'orzare pel dolor
Lucifero a svenir
Cerbero a sternutar ?
O dunque e perchè no?
Lieta v'appagherò!
COLOMBINA e ARLECCHINO
(in disparte).
COLOMBINA
In confidenza, siete un gentiluomo
ARLECCHINO
eccome!
COLOMBINA
Son di voi innamorata.!
ARLECCHINO
Davvero' Non mi faccio meraviglia
COLOMBINA
Appena v'ho veduto... Tac !... il cuore!
ARLECCHINO
Che cosa possedete al mondo, nulla?
COLOMBINA
Appena v'ho sentito. . Toc !... l'amore !
ARLECCHINO
Un ricco zio sebben non galantuomo ?
COLOMBINA
In verità son povera fanciulla!
ARLECCHINO
Qualche risparmio o l'oro di famiglia?
COLOMBINA
Io son la sola cosa ereditata!
ARLECCHINO
Quegli occhi là? Quella bocchina lì
Quel corpo che...
COLOMBINA
E’ il mio solo patrimonio!
ARLECCHINO
Quel piè che...? Il far che...? Il sen che...?
COLOMBINA
(con mistero)
Tutto qui
Ho chi pensa alla dote!.
ARLECCHINO
(sorpreso)
Un padre postumo,
cugin posticcio o zio per conto proprio.'
COLOMBINA
(indicando Rosaura).
No, lei!... Se a lei rinuncia il Capitano !
ARLECCHINO
(allegro).
Tò, grande idea!
COLOMBINA
Così fanno gli amanti!
ARLECCHINO
La dote è salivaria od in contanti?
COLOMBINA
Son ducati e uno scrigno assai prezioso
e v'è casa, mobilia, polleria!
ROSAURA
Alta, fulgida gloria
ride al nostro avvenire!
Vostro è l’allor
d' ogni eletta vittoria,
la gloria delle imprese,
le magnanime ire
e i conquistati popoli!
Voi grande! Voi cortese '.
Io sol l’amor
ho di Florindo e il cor
(con gran passione)
Florindo è la mia vita!
E luce, aria, ragione
dell'esistenza !
E’ la sola e infinita
gioja de' giorni miei!
E’ la dolce affezione,
l'orgoglio, la coscienza
di me, donna e l'onore!
Io non vivrei
senza questo mio amore!
CAPITANO SPAVENTO
(gran fare e gran posa, Magnanimo)
Troppo avaro è il papà?
Se voi chiedete egli è
sordo sovente un po'?
Grave impresa; però
se voi vi unite a me
vedrete, fallirà!
(Ma appena sente di che si tratta
cambia tono ed urla.)
Mia sposa non vi avrò ?
Non più voi mia metà
Grave calamità!
Orror ! Error ! Terror
Dolor ! Crucior ! Brucior !
Io vi rispondo: No!
Sia strage universal!
Fulmini! Crolli il ciel!
Epidemia mondial !
La terra un sol avel!
E tutto s'inabissi
mondo, ciel, mare... Dissi!
COLOMBINA e ARLECCHINO
(in disparte).
ARLECCHINO
Vi sposo! Quant' è vero Dio vi sposo!
COLOMBINA
Cantina ben provvista e biancheria!
ARLECCHINO
Vi sposo! Giuro!
COLOMBINA
E, dite, e il Capitano?
ARLECCHINO
Datemi solo un poco d'antipasto!
COLOMBINA
Che cosa?
ARLECCHINO
(sporge la faccia).
Un bacio da invogliare il pasto!
COLOMBINA
(gli dà invece la mano a baciare).
A voi, prendete!
ARLECCHINO
(bacia e ribacia).
(Allevata in collegio !)
Vi sposo!
COLOMBINA
E il Capitano
ARLECCHINO
(confidenziale).
Ho un modo egregio...
Ho una valigia...
COLOMBINA
(fra sè attenta).
(L'ha il Dottor!) Ebbene?
ARLECCHINO
Quel che ci occorre e anche di più contiene
COLOMBINA
(Ah, tosto dal Dottor!)
ARLECCHINO
(accenna alla casa di Pantalone).
E la valigia è là
la gran valigia della verità
COLOMBINA
Oh caro! oh bello!... Oh maritino mio!
ARLECCHINO
Vi sposo e il Capitano paghi il fio!
COLOMBINA
Gioia!
ARLECCHINO
Giojazza!
COLOMBINA
Mio sospir !
ARLECCHINO
Mio vento!
COLOMBINA
Ah, sposo mio, fra poco! Oh qual contento!
ARLECCHINO
Tutto! Sposo! Marito e Sacramento'
ARLECCHINO
(rapidamente a Colombina ).
Vo' a prender la valigia e ci vedremo !
(entra senza farsi vedere
dal Capitano in casa Pantalone)
CAPITANO
(a Rosaura, con dignità).
Son Capitali? Sarò sposo perfetto !
COLOMBINA
(allontanandosi con Rosaura, la rassicura)
Coraggio e al Capitano la faremo!
SCENA XI.
ARLECCHINO
(ritorna quasi subito,
mormorando attonito)
Non trovo la valigia! Qual sospetto '.
(e si allontana seguendo da lungi le due donne.)
SCENA XII.
(Il Capitano solo.)
CAPITANO
(vedendosi solo).
Son solo?...
(trema)
Olà ! Chi è là?
Nessuno!... Un poco di spavento
è naturale!
E’ l'uomo un animale
socievol fatto per la compagnia...
(s'interrompe)
Ma no, un rumor io sento...
(cerca di farsi animo)
Orsù, coraggio, o Capitano,
fa il tuo baccano,
fa il tuo rumore!
mostrati eroe ! ...
(si arresta sbigottito)
Oh, Dio!
Parvemi udir... No!... Sì!...
SCENA XIII.
(Arlecchino, pallido e battendo i denti per la paura, ritorna correndo ansante,
affannato, trafelato e al Capitano indica a destra e a sinistra l'avvicinarsi di
una folla di gente o meglio di Capitani dai terribili occhi, baffi e spada.
Il Capitano pure atterrito corre qua e là. Vorrebbe fuggire ma i Capitani si
avanzano da sinistra e da destra intercettando così la via della fuga. –
Quello che accresce la paura di Arlecchino e del Capitano si è che i Capitani
gridano terribilmente la Bravata che poco prima il Capitano ha confidata ad
Arlecchino.)
ARLECCHINO
(battendo i denti).
Padrone mio,
guardate per la via !... -
Ascoltate ? !
Rumore di legnate!
Respirate' !
E un' aria di pedate!
Laonde, via!...
SCENA XIV.
(Il Capitano guarda... oh strano, oh sorprendente, oh mirabolante e terribile spettacolo!...
Quanti capitani Spavento!... Tutti quanti i terrori del mondo dai nasi a becco, dai baffi
a punta, dall'ampio ferrajolo e la grande spada, si avanzano da tutte le parti! Egli si vede
intorno tanti fac-simili, tanti esempi del suo fenomeno che rimane allibito!... Ah c'è tutta
la specie del genere ! Tutti i capitani Raspante, Sbrana, Basilisco, Fracasso, Bramasangue,
Coccodrillo, Flegetonte, Menamani, Salamandra, Antimorone, Sbarrone, Arcitonitronante,
ecc., ecc., appajono minacciosi dietro alle piante del parco di casa Pantalone.
Tutti i capitani Balandrani del mondo sono intorno a lui!... Peggio, ancora!... Parlano il
suo linguaggio, quel suo linguaggio così intimo!… Colle sue inflessioni così tremebonde!..
E l'hanno proprio con lui, anzi contro lui, contro il Capitano Diacatolicon, contro il capitano
Universale, poichè tutti incedono sicuri coll'evidente intenzione di circuirlo ! Onde il
capitano Balandrano..... pensa tosto alla fuga ! Ma i capitani fac-simili sono dappertutto !)
CAPITANO ed ARLECCHINO
(lividi dalla paura balbettano, battendo i denti).
Ah, tutto un mondo
di capitani'....
Con occhio furibondo!...
Con spade immani!...
Ah! Ah! Ah!...
Eh! Eh! Eh! ...
Ih! Ih! lh!...
Oh! Oh! Oh! ...
Uh! Uh! Uh !...
(E Brighella e con lui tutte le Maschere,
le allegre e miti maschere, truccate
da Capitan Balandrano
si avanzano ripetendo la « Bravata ».)
BRIGHELLA e le MASCHERE.
Se una spada tieni al fianco
e il mondo trema
nessuna tema
sii arrogante e incedi franco !
Quando al fianco s'ha una spada
va sicuro
muso duro
tutta tua è la contrada!
Va' ! scorrazza! urla! schiamazza!
Capitano,
fa baccano!
Va' ! Sbravazza ! picchia! ammazza
Capitano, al tuo mestiere!
Capitano,
fa baccano!
Tutto il mondo è un gran quartiere!
Così ha fin il secol strano,
per destin, figliuolo a Marte
Suo padrino Bonaparte,
suo becchino Balandrano !
SCENA XV.
(Ma ecco complicarsi la cosa !... Ecco apparire improvvisa una grande spada
che investe furiosa il Capitano vero e i Capitani falsi, spada maneggiata con
grande imperizia delle armi a modo di bastone ma spada vera. E' Florindo, non
mascherato, è FLORINDO fatto terribile dal suo proposito di uccidere o di
morire che si avventa furioso urlando.)
Ebbene si son io!...
Son io, sì, qui perdio!
Mi batto fino a morte ed anche dopo!
Morire per Rosaura è dolce scopo!...
(Tutti urlano atterriti al nuovo attacco,
al disperato assalto! -Tutti tremano!
Tutti scappano! - Arlecchino si rifugia sotto il tavolo!...)
FLORINDO
(insegue appunto il vero Capitano urlando).
Muori, fellon !... Muori scapitanato !...
IL CAPITANO
(non sa più dove riparare,
vede il tavolo e vi corre...)
Qui bisogna salvarsi!... Ohimè!...
ARLECCHINO
(di sotto il tavolo).
Occupato!!...
SCENA XVI.
(Il Dottore e Tartaglia colla valigia
di Arlecchino, Pantalone, Rosaura,
Colombina e tutte le maschere femminili.)
DOTTORE.
Disarmo universale!...
PANTALONE.
La pace generale!
( Il Dottore vedendo tanti capitani,
indeciso e sorpreso si rivolge a Pantalone.)
DOTTORE.
Tò ! Quanti capitani!
PANTALONE.
E quanti generi?!
CAPITANO
(si presenta).
Io solo il Grande ed Unico !
DOTTORE.
Bravissimo, signor Capitanissimo!...
DOTTORE e PANTALONE
(aprono la valigia).
Ecco la ignuda e cruda verità!
ARLECCHINO
(di sotto il tavolo).
I titoli di nostra nobiltà'...
(fa cenno a Brighella che fa uscire Arlecchino
a pedate di sotto il tavolino.
- Dottore e Pantalone frugano nella valigia).
DOTTORE
Nobili conti... d'osti e albergatori!
PANTALONE
Qui stemma c’è, ma, ahimè, di tribunale!
DOTTORE
E questa ergamena è una cambiale!
PANTALONE
Onesti mazzi di carte... son gli onori'
DOTTORE.
Queste condanne.... carte di famiglia!
BRIGHELLA
(a Pantalone, togliendosi naso,
baffi, cappello, ferraiolo e spada).
E a lui dareste, o Pantalon, la figlia?...
LE MASCHERE
(si smascherano dicendo).
Padre imbecille! Nel cervello tocco
Asino! Bestia! Avaro! Boja! Sciocco'.
PANTALONE
(intontito).
Darla a chi dunque?
FLORINDO.
A me!
ROSAURA
(timidamente indicando Florindo).
A lui!...
PANTALONE
(rimane interdetto... guarda
in faccia tutti... si rivolge al Dottore...)
Dottore!...
DOTTORE.
Piegatevi al destino!
(fa avvicinare ajutato da Brighella e Colombina,
Florindo e Rosaura, Pantalone li abbraccia)
PANTALONE
(ai due amanti).
Ma...... un patto per contratto!...
Fra nove mesi un bel Pantaloncino!!!!...
(Florindo accenna di sì ripetutamente,
Rosaura dice di si nascondendo il capo
nel seno paterno)
DOTTORE.
Il matrimonio è fatto!
LE MASCHERE.
Evviva Amore!
TARTAGLIA
(si fa innanzi per parlare facendo
a tutti con un gesto cenno di tacere...
Ma, sforzi inutili! Si ritira facendo segno
al pubblico che è ancora muto!)
SCENA ULTIMA.
TUTTI.
O Maschera italiana che ispirata
hai dato a tutti i mondi l'arte eterna
ch' umanamente il riso al pianto alterna,
evviva, o nonna nostra, sei tornata!
T'avevan sotterrata; e tu, non morta,
nel sepolcro ostinata palpitavi;
e a quel becchin d' oblìo invan gridavi
«Io vivo ancora! »
E infatti sei risorta!
Or tu risorta, sempre vera e umana,
col fascino immortale e trionfale,
l'inganno infrangi esotico e fatale
e torna a fecondar grande e italiana!...
FINE