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Borodin, Alexander Invia
CompositoreIcon Compositore Borodin, Alexander (1833 - 1887)
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LifeIcon Life
Figlio naturale di un principe georgiano, ricevette un'educazione raffinata e completa. Nel 1850 entrò nell'Accademia di medicina. Qui fu dapprima nominato assistente e poi, nel '64, insegnante titolare. Dal '62 membro del "Gruppo dei Cinque", provvisto di una formazione musicale non regolare, fu influenzato dalla conoscenza di Mussorgskij ed ebbe un ruolo considerevole del rinnovamento della musica russa. Ammirato in patria e all'estero (anche da Liszt), divenuto presidente della Società degli "Amici della musica" di San Pietroburgo, molto stimato come scienziato, morì improvvisamente durante una festa in casa propria. Compose Opere, 3 Sinfonie (di cui una incompiuta), pagine per pianoforte, per canto e pianoforte. Il catalogo di musica da camera comprende 2 Quartetti per archi, lo Scherzo russo e la Serenata alla spagnola per quartetto d'archi, un Quintetto per pianoforte e archi, un Sestetto per archi, un Trio per violino, violoncello, pianoforte, alcuni Trii per archi, un Quartetto per flauto, oboe, viola, violoncello, un Quintetto per archi incompleto.
WorksIcon Works
Quartetto n. 1 in la maggiore per archi Documento importante del processo di maturazione che investì nel secondo '800 la cultura musicale russa, questa prima partitura quartettistica di Borodin è meno nota di quella seguente, ma non meno riuscita. Fu scritta tra il 1875 ed il 1879 e si segnala per la felice ispirazione e l'eccellente qualità della scrittura che gli archi traducono con varietà timbrica interessantissima. Risalta in questo lavoro, che mantiene una sua indipendenza di obiettivi rispetto a certe semplicistiche tesi propugnate dalla scuola dei "Cinque", la notevole abilità nella tecnica compositiva e la riflessività che trapela dalle idee musicali, spogliate di ogni accento puramente coloristico. La cultura nazionale è presente in determinate figurazioni melodiche e nei ritmi che segneranno più tardi anche l'anima russa di Ciajkovskij, accanto alle influenze della tradizione tedesca. In questo senso Borodin appare ben più avanzato, per esempio, del Glinka del Sestetto con pianoforte, dimostrando con molta chiarezza che i quarant'anni che separano le due opere non sono trascorsi invano. Perché, sebbene modello ispiratore sia, dichiaratamente, il Beethoven del Quartetto op. 130, è il significato stesso della grande musica tedesca ad essere ripensato. Essa non viene passivamente assorbita, ma diviene spunto e materia di nuova creatività. Il pensiero di Borodin si rivela pienamente nel Quartetto in la maggiore, costituito da 4 movimenti: un "Allegro" dal tono serenamente romantico, introdotto da una sezione in tempo "Moderato" che fornisce elementi per lo sviluppo, a cui segue un "Andante con moto" d'assorta espressività, che centralmente presenta un episodio fugato. Quindi, con un contrasto piuttosto netto, lo "Scherzo: Prestissimo" di spumeggiante vitalità. Notevole l'atmosfera del Trio, dove i suoni armonici formano ridenti cantilene. Un "Andante" di raccoglimento quasi religioso introduce il conclusivo "Allegro risoluto" in "forma sonata", attraversato da numerosi episodi contrappuntistici, d'impronta complessivamente energica, affermativa. La prima esecuzione fu tenuta il 30 dicembre 1880 a San Pietroburgo, per conto della "Società imperiale di musica russa". (durata 37 minuti) Quartetto n. 2 in re maggiore per archi La parabola artistica dei "Cinque" Russi è chiaramente collegata al suo sfondo epocale. E' un episodio in cui la musica si rivela specchio fedele della situazione storica. Nell'attività dei "Cinque", fin dall'inizio contraddistinta da sfide e provocazioni tra sostenitori ed avversari, oggi, a distanza di tanto tempo, sono ancor più chiaramente riconoscibili la fede, le speranze e il coraggio dei suoi attivisti. Coi "Cinque" nacque dal nulla la parte dichiaratamente progressista della Musica russa. Questo Quartetto di Borodin, dopo quello in la maggiore, è uno dei documenti più interessanti del pensiero russo del secondo '800. Si avvicina alla tradizione occidentale ma senza subirla, con un linguaggio libero da pretese intellettualistiche. Composto tra il 1880 e il 1881, dato in prima esecuzione nel marzo 1882, il Quartetto in re maggiore è suddiviso nei consueti 4 movimenti con lo "Scherzo" in seconda posizione, ed è percorso da una vena lirica di impronta slava, popolare e sentimentale. L'elaborazione è poco approfondita sotto l'aspetto contrappuntistico, privilegiando invece una scrittura "orizzontale" con melodie accompagnate, ripetizioni, alternanza di tessiture e di timbri. C'è insomma, un'invenzione spontanea, ben articolata ed equilibrata nel suo tono epico. Nell'ordine, i movimenti di questa affascinante composizione sono un "Allegro moderato" d'impronta cantabile; uno "Scherzo: Allegro", vicino a Mendelssohn e a Brahms; quindi un "Notturno: Andante", pagina celebre e suggestiva, per la quale si è avanzata l'ipotesi d'una allusione autobiografica (l'amore con Caterina Protopopova, sposata nel '59), ed un "Finale: Andante - Vivace" dallo sviluppo rapsodico. (durata 26 minuti) Quintetto in do minore per pianoforte e archi Fra le poche opere scritte da Borodin prima dei 30 anni va registrato anche questo Quintetto con pianoforte, che per la scelta dell'organico rimanda alle consuetudini occidentali. Ancor più evidente, quindi, risalta il carattere russo del materiale tematico, così come lo svolgimento assai personale, sebbene non particolarmente evoluto, dato che la forma viene ottenuta, per così dire, più per accumulazione di idee che per elaborazione, come si nota soprattutto nel primo movimento, "Andante". Più interessanti i seguenti, lo "Scherzo: Allegro non troppo", slanciatamente slavo, e il rapsodico "Finale: Allegro moderato", che tenta mete più ambiziose. Attraversato da linee melodiche apparentate tra loro, il Quintetto, lavoro storicamente importante anche se decisamente inferiore ai 2 Quartetti per archi, fu composto nel 1862. Alla fine di quello stesso anno Borodin aderì al gruppo di Balakirev, Mussorgskij, Cui e Rimskij-Korsakov. (durata 21 minuti)

 
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