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| Händel, Georg Friedrich | ![]() |
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| Händel, Georg Friedrich (1685 - 1759) |
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Nonostante la manifesta inclinazione per la musica, Handel era stato destinato dal padre allo studio della legge.
Tuttavia, pur frequentando per diversi anni l'università, non abbandonò i contatti con gli ambienti musicali, che aveva imparato a conoscere fin da fanciullo alle corti del duca di Sachsen-Weissenfels e del principe elettore di Brandeburgo, dove suo padre prestava opera di medico; e già nel 1697 riusciva ad entrare nella cattedrale come assistente organista, ottenendo nel 1702 la nomina a primo organista.
Nel 1703 si spostò ad Amburgo, dove entrò a far parte come violinista nell'orchestra diretta dal celebre operista Reinhard Keiser.
Qui incominciò a farsi conoscere come compositore per il teatro, ma nel 1706 partiva per l'Italia, dove rimaneva per tre anni soggiornando a Venezia, Firenze, Roma e Napoli e facendo tesoro dei suoi contatti con l'ambiente musicale.
Nel 1710 diviene maestro di cappella alla corte di Hannover, e risale a quell'anno il primo viaggio a Londra per mettere in scena una propria opera: e a Londra si stabilisce definitivamente nel 1713, un anno prima della nomina dell'elettore di Hannover, presso cui prestava servizio al re d'Inghilterra col titolo di Giorgio I.
Tranne alcuni viaggi in Germania compiuti nel 1716, nel 1719, nel 1737 e nel 1750, Handel si radica per tutto il resto della vita in Inghilterra, dove diviene uno dei personaggi centrali dell'attività musicale, protagonista di polemiche, di imprese non sempre coronate da successo, di rivalità con altri compositori.
Dopo esser stato a capo della Royal Academy (istituzione favorevole all'opera italiana) e aver fatto rappresentare con successo opere e balli al Covent Garden e al King's Theatre, nel 1741 cessa, sfiduciato, di comporre per il teatro, dedicandosi principalmente all'oratorio e alla musica sacra e strumentale, e recandosi in Irlanda per un soggiorno di otto mesi.
Quasi cieco a partire dal 1751, non per questo abbandona l'attività creativa, e fino agli ultimi giorni di vita detta le sue opere agli amici più fidati e dirige personalmente un buon numero dei suoi oratori.
Si spegne circondato dalla stima di tutto il mondo musicale, dopo una vita intessuta in parte di amarezze ma in parte anche di grandi, indimenticabili successi.
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Non è possibile parlare di Handel senza tener presente anche la figura e l'opera di Bach, se non altro per individuare le differenze che corrono tra i due e che sono sostanziali.
Nati nello stesso anno nel cuore della Germania, nella stessa zona culturale gravitante intorno a Lipsia, Bach venne educato in un rigido ambiente luterano, chiuso e quasi provinciale, Handel respirò fin da fanciullo un'aria culturalmente più aperta.
Mentre Bach non varcò mai i confini della Germania, il suo coetaneo trascorreva appena giovinetto tre anni densi di esperienza in Italia, il paese che era a quel tempo meta ambita dei musicisti di tutta Europa.
Ecco allora che si è soliti dire che mentre Bach guardava dentro di sé, Handel guardava intorno a sé, intendendo così fare riferimento alla capacità del tedesco naturalizzato inglese di apprezzare anche gli aspetti mondani della vita del musicista di corte.
La sua produzione non fu per questo meno consistente sul piano dell’opera spirituale.
Ma forse in Handel prevalse sempre la cantabilità, il senso lirico, più che non l'aspetto squisitamente contrappuntistico- strutturale.
Ma anche l’apporto agli strumenti a tastiera è notevole, con molte composizioni per organo o per clavicembalo.
A differenza di Bach (questi non realizzò opere teatrali nel senso stretto del termine), Händel riuscì a toccare tutti i generi compositivi, riuscendo geniale e affascinante creatore in tutte le forme musicali del tempo.
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