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Lully, Jean Baptiste Invia
CompositoreIcon Compositore Lully, Jean Baptiste (1632-1687)
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Lully a 13 anni fu condotto a Parigi, dove fu cameriere personale di M.lle de Montpensier, alla corte della quale ebbe modo di apprendere l’arte del bouffon, e di studiare il violino. Con le sue doti di mimo e musicista, ed uno spregiudicato spirito creativo, ebbe modo di fare veloce carriera, grazie anche alle simpatie del re. Nominato nel 1653 compositore di musica di Corte, iniziò a lavorare nel settore teatrale, rappresentando delle opere di Cavalli; contemporaneamente iniziò a comporre; il suo primo lavoro fu il “Ballet de la Raillerie”, del 1659. Nelle opere successive Lully iniziò a proporre quelle che erano le sue idee in fatto di opera e di estetica musicale in genere; per esempio, l’uso dello stile sillabico, l’uso della chanson, e molti altri elementi stilistici tipicamente francesi. Promosso nel 1661 sovrintendente della musica del re, Lully si associò a Molière, e dalla loro collaborazione nacquero, tra il 1664 e il 1671, tredici comèdie-ballets. Nel 1671 Cambert e Perrin fallirono a Parigi l’impresa di costituire un teatro d’opera, e Lully approfittò dell’appoggio del re per ritentare l’esperimento. Da quell’anno in poi, Lully realizzò una tragèdie-lyrique all’anno, fissando via via tutti gli elementi caratteristici della sua nuova produzione: l’ouverture (grave-allegro, fugato, da capo l’allegro), un prologo, e poi cinque atti; sul corpo portante della pastorale, composta di allegorie, entrèes, arie e danze, innestò dei severi recitativi sillabici, sul tipo del recitar-cantando fiorentino. Questo stile rimase in voga per tutto il ‘700, e fu un vero monopolio, nonostante l’avversione da parte degli illuministi. Fra i lavori più importanti di Lully sono da rammentare “Thèsèe” del 1675, “Alceste” del 1674, “Armide” del 1686, “Amadis” del 1684, “Roland” del 1685, e molti altri lavori che resero praticamente l’autore un dittatore nel mondo della musica teatrale francese. Oggi è raro trovare opere di Lully rappresentate nei teatri del mondo, salvo Festival specializzati o dedicati alla riscoperta di lavori dimenticati nel tempo.

 
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