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| Rameau, Jean Philippe | ![]() |
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| Rameau, Jean Philippe (1683-1764) |
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Rameau, figlio di un organista, ebbe lo stesso incarico nel 1702 a Clermont-Ferrand, e nel 1796 si trasferì a Parigi, dove fu organista a S. Giacomo; viaggiò a Digione, Lione e Clermont e nel 1723 fu nuovamente a Parigi, dove fu organista in varie istituzioni e dove svolse intensa attività di compositore.
Divenne amico di Voltaire e di molte importanti personalità del mondo musicale parigino; nel 1745 divenne compositore da camera del re.
Allo scoppio della guerra fra Piccinni e Gluck, egli si schierò dalla parte del francese; da quel periodo in poi, però, non compose più per il teatro, ma si dedicò esclusivamente all’opera teorica.
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Fu grandissimo nel settore della teoria – si debbono a lui tutte le basi del pensiero armonico moderno – ma eccelse decisamente anche nel settore dell’opera; tutti i suoi lavori teatrali e orchestrali vengono desunti da opere e balletti trattati nella forma della suite.
Una posizione speciale egli occupa nei confronti dell’evoluzione della forma dell’ouverture, adottando il modello francese classico (Lento – Allegro – Lento), eliminando il fugato centrale e inserendo delle parti liberamente create a carattere fortemente descrittivo.
Tra i suoi lavori più significativi vanno ricordati “Les Indes galantes” del 1735, “Castor et Pollux” del 1737, “Dardanus” del 1739 e molte altre bellissime opere.
Anche nel settore della musica strumentale lasciò degli autentici capolavori, un po’ nello stile di Couperin; per esempio - a parte le Suites - rimarchevoli sono i “Pezzi di clavicembalo in concerti, con un violino o un flauto, e una viola o un secondo violino” del 1741.
Nella produzione teorica, fra i molti trattati, il più importante sicuramente risulta essere il suo “Trattato dell’armonia ridotta ai suoi principi naturali” del 1722.
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